DECREPIT BIRTH – …And Time Begins

DECREPIT BIRTH – …And Time Begins

 
Gruppo: Decrepit Birth
Titolo:  … And Time Begins
Anno: 2003
Provenienza:  U.S.A.
Etichetta: Unique Leader Records
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TRACKLIST

  1. Prelude To The Apocalypse
  2. Condemned To Nothingness
  3. Thought Beyond Infinity
  4. The Infestation
  5. Rebirth Of Consciouness
  6. Shroud Of Impurity
  7. Concepting The Era
  8. Of Genocide
  9. …And Time Begins
DURATA: 30:12
 

Suonare nella maniera più veloce e brutale possibile. Questo è il target alla quale un disco come "…And Time Begins" punta. Volete l'originalità? Avete sbagliato disco. Volete la melodia? Avete sbagliato disco. Volete un disco che possa cambiare la storia dell'heavy metal, e perchè no, la storia della musica? Bravi, continuate a sbagliare.

In poco più di trenta minuti di musica (venticinque a dir la verità, levando un finale ambient colmo di urla demoniache e simili) la band californiana annichilisce l’ascoltatore con nove tracce di puro brutal death dalle ritmiche grindeggianti, dove regna sovrana la prestazione del batterista Tim Yeung, un tipo che, chi non lo sapesse, ha suonato in un certo "Conquering The Throne" degli Hate Eternal (mica un novellino nel genere) che sovrasta il resto del gruppo per la quasi totalità della durata del cd, penalizzando soprattutto la prova di Derek Boyer (ah, il destino dei bassisti…) in quest’opera di devastazione. Da segnalare anche la totale assenza di assoli, che rendono le varie canzoni compatte a discapito della già citata originalità. Comunque, una delle poche note positive di questo lavoro è lo strumentale "Of Genocide", brano monolitico e funesto, che riesce a spezzare la monotonia di un cd che scorre come se fosse un'unica episodio per tutta la sua durata.

Un album da consigliare soprattutto alla fascia d'ascoltatori estrema del metal, che non ricercano innovazione ma solo una sana mezz'ora di violenza non-stop. Per tutti gli altri invece lo sconsiglio indirizzandoli verso il più progressivo "Diminishing Between Worlds", uno dei lavori più acclamati dalla critica nel 2008.

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