DEEP DESOLATION – Subliminal Visions

 
Gruppo: Deep Desolation
Titolo:  Subliminal Visions
Anno: 2011
Provenienza:  Polonia
Etichetta: Quid Est Veritas Productions / The End Of Time Records
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TRACKLIST

  1. Call Of The Abyss
  2. Murderous Lust
  3. Mass Murderer's Ejaculation
  4. Subliminal Visions
  5. Christ's Incest
  6. Infernal Hallucinations
  7. In A Mouth Of Madness
  8. Everlasting War
DURATA: 51:20
 

Nuova formazione proveniente dalla Polonia, ma nella formazione incrociamo personaggi già noti alla scena estrema, i due chitarristi Meriath e Markiz membri ed ex di band quali Chordata, Iugulatus, War e Hecadoth che con Martinous alla voce, Piorun al basso e Wilku alla batteria (il drumming del debutto è però ad opera dell'ex membro fondatore Darek) ci presentano "Subliminal Visions".

La ricetta dei Deep Desolation è di quelle semplici, chitarre groovy, una miscela di black metal primordiale con influssi doom massicci, batteria che mantiene ritmi per lo più blandi, pesanti e la voce caustica di Martinous che echeggia blasfemie ripetute, di sicuro titoli come "Mass Murderer's Ejaculation" e "Christ's Incest" non le mandano a dire.

Il disco diviso in otto episodi per oltre cinquanta minuti di durata, è compatto tendendo al monolitico in alcuni frangenti, la più estesa "Subliminal Visions" è un ascolto consigliabile più a uno sfegatato ascoltatore di proposte doomiche che black in senso stretto, la visione epicheggiante, oscura e l'uso di soluzioni cicliche nel riffing innalzano un discreto muro sonoro (veramente bello l'assolo che cresce all'interno del pezzo) che ha come difetto quello di peccare d'incisività dovuto alle linee standard del cantante che non apportano quell'ennesima tonalità cinerea che avrebbe giovato, cosa ahimè riscontrabile in quasi tutte le tracce. Martinous è maligno, è acido ma deve entrare ancor più a fondo nel meccanismo di una composizione che viaggiando su tempi marcescenti e ampiamente dediti a un'esposizione di tipo ampio necessitano di un approccio differente.

"Subliminal Visions" si lascia ascoltare e una volta entrati nel mondo dei Deep Desolation, un mondo che vuole atmosfere sulfuree rarefatte, soffocanti vi sarà più facile venire incontro a tracce come "Murderous Lust", "Infernal Hallucinations" e "Everlasting War" (i cori in retrovia infondono una sensazione d'ancestrale davvero intrigante).

In fase di produzione potevano sicuramente lavorare in maniera diversa, se il suono grezzo non dispiace soprattutto quando il basso non viene annientato dal resto, è anche vero che sembra mettere in evidenza la staticità di alcune scelte stilistiche, una più accurata e modellata avrebbe reso maggior giustizia al complesso.

Non male "Subliminal Visions", come detto c'è qualche dettaglio da rivedere, per essere una prima prova però è in possesso di buone carte da buttare in terra, la mia curiosità è rivolta in direzione del futuro prossimo, augurandomi si mantengano sulla stessa scia sonora spero siano più attenti al particolare, da sempre è l'elemento che fa la differenza.

Se è black puro che cercate, i Deep Desolation non fanno per voi, a meno che non amiate alla follia i pezzi lenti dei Marduk, quei brani che evocano l'odoro di zolfo, in quel caso qualche lieve tratto in comune con gli svedesi potreste pure ravvisarlo. Fossi in voi un giro a questo disco vi calzi o meno la descrizione lo conderei comunque, meglio ascoltare con le proprie orecchie prima di formulare qualsiasi conclusione affrettata.

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