Tra black metal e funeral doom, il viaggio dei Deep-Pressure

DEEP-PRESSION – Postmortem

Gruppo:Deep-Pression
Titolo:Postmortem
Anno:2011
Provenienza:Internazionale
Etichetta:Valse Sinistre Productions
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TRACKLIST

  1. Intro
  2. Marche Funebre
  3. Postmortem I (A Prayer For The Dead)
  4. Postmortem II (One Minute Of Silence…)
DURATA:53:05

Inarrestabile è la vena compositiva che il progetto di Rh-, i Deep-Pression, mostra di possedere e così dopo una serie di split, best of e un secondo album An Endless Sea, giunge a noi l’ep Postmortem. Definire ep questo platter è alquanto complicato, la durata onestamente gli rema contro, quasi un’ora di musica è difficile da considerare un’uscita mini, sì il numero delle tracce è limitato, sono solo quattro ma la mole sonora è molto corposa.

La line-up che ha dato sostanza a questo lavoro vede il mastermind Rh- curare la parte ambient, gli effetti e il parlato, Ky al basso e al mastering, Dy alle chitarre e Razor alla voce e agli intro. L’esplorazione del territorio oscuro e mortuario continua il suo corso, l’impatto iniziale con il crepitìo che di sottofondo accompagna le note malinconicamente oblianti di “Intro” non lascia spazio all’immaginazione, è un profondo, abissale incontro con la morte quello che si viene a preparare. La delicatezza e il sound di matrice classica, così etereo e spettrale, si contaminano con lo stridere della chitarra, avviliscono con il crescere dei synth, si rammaricano nell’ascoltare il liturgico recitare in una “Marche Funebre” che fa da apripista all’anima distaccatasi dal corpo.

Immaginate di trovarvi in una situazione in cui la vostra aura separata dalle membra nel giorno dell’addio guarda i cari che le porgono l’ultimo saluto lacerandosi per la vita perduta e al tempo stesso sperando di poter mantenere vivo il pensiero d’andar oltre, in tal momento anche la carezza più sincera offerta alle carni può divenire letale come un colpo al cuore. Con i due capitoli di “Postmortem” le sensazioni antecedenti vengono amplificate, il primo “A Prayer For The Dead” calca la mano sull’atmosfera lugubre, scandita dalla religiosità delle parole che con costanza pregano invocando la figura della “Madre di Dio” a favore del trapassato, grigio che si tinge di grigio, una fitta, solenne e soffocante cerimonia che con l’infoltirsi o meno della cortina di suoni e l’aumentare o scemare della voce scandisce imperterrita un attimo interminabile, tocca quindi a “One Minute Of Silence”, ultimo atto di gentile e riverente rispetto verso il deceduto, portare a termine il discorso con un ronzio di chitarra e una tendenza noisy che mantengono inquieta l’ambientazione sino al suo spegnersi del tutto.

I Deep-Pression con Postmortem hanno realizzato un lavoro greve, sfiancante, per certi versi paragonabile alle prove più oltranziste del funeral doom per assenza di vitalità e il desolante modo di proporsi, è quindi sia agli appassionati di dark/ambient che a quest’ultimi che rivolgo il mio consiglio d’ascolto, i restanti potrebbero rimanere turbati o non riuscire per mancanza di feeling a entrare in contatto con una realtà simile.

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