DEFACED – Forging The Sanctuary

 
Gruppo: Defaced
Titolo: Forging The Sanctuary
Anno: 2015
Provenienza: Svizzera
Etichetta: Rising Nemesis Records
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TRACKLIST

  1. Because I Despise
  2. Antithesis
  3. Rapture Through Bondage
  4. Sower Of Discord
  5. And With It Rose Satan
  6. I, The State, Am The People
  7. Forging The Sanctuary
  8. Venomous Eden
  9. Humanity's Lost Hope
  10. You Get What You Deserve
  11. End Of Torment [traccia bonus]
DURATA: 49:51
 

Gli svizzeri Defaced hanno fatto centro! Il quintetto che ha preso forma dall'evoluzione in corsa dei Trigger Tones ha rilasciato il secondo album in tre anni, mostrando come l'esordio "On The Frontline" — autoprodotto e acerbo, ma contenente comunque alcuni spunti tutt'altro che malvagi — fosse in realtà solo la punta dell'iceberg, la base per un successivo lavoro che ne raccogliesse i buoni frutti. Il nuovo disco è uscito in gennaio sotto Rising Nemesis Records e ha per titolo "Forging The Sanctuary".

Gli Elvetici sono dei brutali martellatori e la loro proposta si diletta nel mettere in mostra un puro assalto abbinato a una elaborazione tecnica della composizione che rimanda a grandi nomi sia del panorama statunitense come Malevolent Creation, Suffocation e Dying Fetus che a formazioni europee sullo stile degli olandesi God Dethroned e dei danesi Panzerchrist. Lo so, tirare in ballo già cinque realtà nel tentativo di descrivere il suono dei ragazzi potrebbe farli apparire come una delle tante squadre di operai specializzati del genere, intenti a riprodurre — più o meno fedelmente — quanto esposto da altri in precedenza: se in parte quest'affermazione potrebbe anche essere vera, del resto oggigiorno nessuno è più in grado d'inventare nulla, d'altro canto la scaletta tende a smentirla. Come vi riesce? Ponendo in evidenza l'abilità con cui i musicisti in questione innestano accattivanti dosi di melodia, a tratti particolarmente orecchiabile, all'interno delle esplosioni di pura e incontaminata violenza, esaltando le capacità dei due chitarristi. In questi frangenti Marco Kessi e Romano Galli dismettono momentaneamente le vesti di tritacarne per indossare quelle di pregiati rifinitori in fase solistica ("Antithesis", "Rapture Through Bondage", "Forging The Sanctuary" e "Venomous Eden") e non cedono il passo per nessuno dei quasi cinquanta minuti.

I pezzi sono spacca-ossa e dinamicamente vari, ottimi sia per scatenarsi con l'headbanging che da ascoltare a pieno volume con il solo intento di godere del loro lato più brutale. In particolare chiamo in causa "Because I Despise" e "You Get What You Deserve", ma la scelta davvero non manca.

"Forging The Sanctuary" è un lavoro serio e professionale sino al midollo: la parte strumentale lo rivendica usando muscoli e cervello, la produzione lo conferma grazie alla scelta di affidarsi ai sempre attivissimi polacchi Hertz Studios, che garantiscono precisione e robustezza. Infine la sezione grafica firmata dall'illustre Dan Seagrave è un po' come la ciliegina posta su di una torta che non vi resta altro da fare se non gustare con decisione. L'invito vi è stato rivolto, adesso sta a voi raccoglierlo.

Nota a parte: vi rendo noto che il ruolo di cantante in questo album è stato integralmente ricoperto dal bassista Simon Egli, così è riportato sul libretto informativo. Probabilmente Thomas Gertsch è entrato a far parte del gruppo solo a lavoro ultimato, quindi ciò potrebbe essere anche un motivo in più per andare a vedere dal vivo i Defaced e udire come l'uomo di ruolo dietro al microfono saprà interpretare e far proprie queste undici bordate.

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