DEFIANT – Era Of Substitution

 
Gruppo: Defiant
Titolo:  Era Of Substitution
Anno: 2012
Provenienza:  Croazia
Etichetta: Grom Records
Contatti:

Facebook  Youtube  Bandcamp  Reverbnation

 
TRACKLIST

  1. Gates Of Lunacy
  2. Awaken, Red Tree
  3. Creed Of Anansi
  4. Ishtars Womb
  5. Ruins
  6. Assemble All Legion
  7. Leviathan Rising
  8. 7 Of 9
  9. Emperor
  10. Behind Space [cover In Flames]
DURATA: 33:08
 

I croati Defiant erano per me degli sconosciuti, pur essendo in giro da quasi una decade e avendo già pubblicato un album intitolato "The End Of Beginning" nel 2006 e un promo nel 2008, non erano mai giunti al mio orecchio, sino a quando sul finire del 2012 non ho ascoltato "Era Of Substitution". A quanto sembra nel corso degli anni vi è stata una vera e proprio rivoluzione all'interno della formazione, dei membri fondatori è infatti rimasto il solo Kristijan Krpan (chitarra), al quale nel 2011 si sono uniti i tre musicisti che odiernamente danno vita alla band, parlo di Filip Mihoci (voce e chitarra), Mislav Gojo (basso) e Leonardo Markovic (batteria). Questo è il quartetto che ha prodotto il secondo lavoro in studio.

Cosa suonano? Il solo tirare in ballo il death melodico a molti darà noia, ancor più al giorno d'oggi, un periodo nel quale è sinonimo di ibridi banalissimi incrociati con il metalcore e sono sin troppe le produzioni figlie dei peggiori stampi industriali. No, i Defiant per nostra fortuna non appartengono a quest'ultima razza. Il loro modo di presentarsi ed esporsi è in fondo legato a una visione molto anni Novanta e che, pur apprezzando lo stile che ha fornito un'identità propria alla scena proveniente da Göteborg (in questo caso gruppi come At The Gates e In Flames), non ne è succube, anzi in certi momenti s'inasprisce talmente tanto da ricordare la violenza di The Crown e Impious. Azzardando potrei citare anche l'intrusione di alcuni elementi oltreoceanici che tendono a inscurire e aumentare la bastardaggine di pezzi come "Creed Of Anansi" e "Leviathan Rising".

Il disco non è male, oltre alle tracce già tirate in ballo vi sono almeno tre episodi ("Gates Of Lunacy", "Ruins" e "7 Of 9") che portano acqua al mulino dei Defiant, così come del resto è discreta la cover di "Behind Space" (pezzo d'apertura di "Lunar Strain", riportato a nuova vita dagli scandinavi in "Colony"), una delle canzoni più note di Anders Frìden e soci che nulla toglie né aggiunge a una prestazione ordinata e gradevole, però priva di picchi qualitativi che facciano davvero la differenza.

Sì, la sensazione che "Era Of Substitution" scuota la situazione, ma non la percuota a dovere, rimane intatta anche dopo averlo ascoltato più volte. C'è uno strato di piattume che non si stacca, che non permette ai brani di decollare del tutto e quindi, pur elogiandone le buone intenzioni, l'album rimane un diversivo, gradevole, eppure unicamente da compagnia estemporanea.

I Defiant hanno delle basi di partenza abbastanza solide, devono però impegnarsi a fornire alla forma canzone una varietà sin qui assente ingiustificata, la linearità con la quale inanellano alcuni fraseggi frena la proposta come fosse un limite, che in fin dei conti non dovrebbe poi essere complicatissimo oltrepassare. Solo in un prossimo futuro quindi potremo avere una definitiva conferma sulla validità del loro operato. Augurandoci che riescano a trovare il meccanismo adatto che permetta di valicare l'ostacolo, concedetevi un ascolto di "Era Of Substitution".

 

Facebook Comments