Deflore - Party In The Chaos

DEFLORE – Party In The Chaos

Gruppo:Deflore
Titolo:Party In The Chaos
Anno:2019
Provenienza:Italia
Etichetta:Subsound Records
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TRACKLIST

  1. Party In The Chaos
  2. Sunset In The West
  3. Transhuman World
DURATA:18:16

Party In The Chaos, l’ultima fatica dei Deflore, è un disco importante. Parto subito con quest’affermazione forte e netta perché il nuovo lavoro della band industrial romana cade proprio nel ventesimo anniversario dalla sua fondazione. Un compleanno festeggiato in grande stile, dal momento che questo EP arriva sotto forma di collaborazione con Jaz Coleman, voce dei seminali Killing Joke. Come raccontato dallo stesso Coleman, è stata proprio la musica dei Deflore a catturarlo, nel corso di uno show all’Orion di Ciampino. Del resto il combo romano è da anni tra i nomi più interessanti del genere nel nostro Paese. A proposito, anche questa volta a pubblicarlo ci ha pensato Subsound Records, realtà discografica molto attenta a certe sonorità sperimentali.

Tuffiamoci dunque nel disco propriamente detto e partiamo col dire che la voce aggiunge subito un elemento caratteristico e nuovo al sound dei Nostri. Questo è già un passaggio cardine nell’economia di Party In The Chaos, dal momento che avevamo praticamente sempre visto i Deflore in chiave strumentale. Il risultato è incredibile: lo dimostra in pieno la title track, che è anche il brano che apre l’EP. La voce di Coleman è infatti tagliente quanto basta per sposarsi alla perfezione con le bordate industrial della band, andando ad aggiungere un po’ di (graditissima!) catchiness alla proposta, rendendola ancora più teatrale e accattivante. Va però notato come l’apporto di Coleman non si limiti alla voce: con “Sunset In The West”, infatti, lasciamo i territori catchy per approcciarci all’anima più intimista dei Deflore, ritrovando lo stesso leader dei Killing Joke al piano e ai synth. Si tratta di un brano pregno di carica emotiva, dove elementi di matrice quasi post-rock si muovono agevolmente, sinuosi, destinati a scorrere come un flusso di pensieri per poi esplodere in un tripudio di chitarre distorte. Nel terzo e conclusivo capitolo dell’EP (“Transhuman World”) torniamo invece all’industrial metal più propriamente detto, dove veniamo investiti da una voce robotica che ci trascina in un cyber-mondo da scenario post-umano, quasi fosse una versione pesante dei Kraftwerk: semplicemente geniale.

Cosa resta dopo questi diciotto minuti, dunque? Sicuramente c’è la consapevolezza che l’incontro artistico di Deflore e Jaz Coleman abbia dato il frutto sperato, dove le influenze dei musicisti coinvolti hanno dato sfogo a un risultato veramente interessante e che aggiunge qualcosa alla carriera dei romani. Rimpianti non ce ne sono, se non per la durata che forse non riesce a valorizzare al 100% tutto il potenziale artistico a disposizione. Della serie: sarebbe stato fantastico ascoltare un disco dei Deflore con Jaz Coleman su trenta-quaranta minuti di durata. Per il momento facciamoci bastare Party In The Chaos: ci sono band che pagherebbero per tirar fuori diciotto minuti di questo calibro.

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