DEFLORE – Spectrum – Epicentre

 
Gruppo: Deflore
Titolo: Spectrum – Epicentre
Anno: 2017
Provenienza: Italia
Etichetta: Subsound Records
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TRACKLIST

  1. Mastica / Me
  2. Betoniera
  3. Apollo
  4. Rare / Fracto Phase I
  5. King Deaf
  6. Treesong
DURATA: 33:42
 

I Deflore sono un duo romano formato da Christian Ceccarelli ed Emiliano Di Lodovico, attivo da oltre quindici anni. "Epicentre" è il primo capitolo di una trilogia basata sullo spettro elettromagnetico, usato come metafora per esplorare tutte le lunghezze d'onda che costituiscono il sound del progetto.

In poco più di mezz'ora, i Nostri sfoggiano uno stile in cui la pesantezza del Metal, la meccanicità dell'Industrial e un'aura psichedelica si incontrano, tirando in ballo un nome di una certa rilevanza come quello di Justin Broadrick. Strumenti umani e macchine collaborano nella creazione di un disco che — nonostante la breve durata — ha molto da dire.

Il lato umano è quello che sostiene l'intera impalcatura, attraverso linee di basso massicce e profonde che spesso si addentrano in territori Dub senza timore. La chitarra si divide, invece, tra fasi vigorose in cui solitamente segue il basso, irrobustendone ulteriormente la struttura, e altre durante le quali si occupa di donare una certa atmosfera lisergica con suoni più puliti, talvolta liquefatti, tramite effetti vari come in "Rare / Fracto Phase I" e "King Deaf".

Decisamente rara la presenza vocale, essendo un progetto perlopiù strumentale: solo "Mastica / Me" fa uso di questo elemento, con filtri che lo rendono meno umano di quanto effettivamente sia. Anche le macchine si manifestano in più forme. In primis, troviamo una batteria elettronica che sforna ritmi mai eccessivamente elevati, al massimo quasi da dancefloor in alcune occasioni ("Betoniera"), ma sempre con un'evidente attitudine ad appesantire il tutto, sfruttando casse possenti e distorte, coadiuvate da altre percussioni altrettanto decise.

Sintetizzatori ed effettistica hanno ovviamente un ruolo rilevante sia per quanto riguarda l'aspetto melodico che quello atmosferico, facendo uso di sonorità futuristiche, spaziali o di altri mondi; sono presenti momenti in cui è l'alone di mistero a dominare, come accade ad esempio in "Apollo" attraverso cori sintetici.

Il riassunto di quanto detto finora è riscontrabile nell'idea di denominare questo stile «Human Indu[b]strial», usato anche come titolo dell'album di debutto. La distopia fantascientifica — neanche troppa, in realtà — che prende vita dalla musica dei Deflore merita di essere approfondita, poiché il lavoro di questo duo ha ben poco da invidiare a realtà maggiormente note. Inutile sottolineare che, se i generi coinvolti sono di vostro gradimento, un ascolto ai Deflore è caldamente consigliato.

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