DEMISE OF GIDEON – Demise Of Gideon

DEMISE OF GIDEON – Demise Of Gideon

Informazioni
Gruppo: Demise Of Gideon
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/demiseofgideon
Autore: Mourning

Tracklist
1. Host Failed Death
2. The Tiny Room Suite – Ethos
3. The Tiny Room Suite – Mythos
4. The Tiny Room Suite – Logos
5. The Tiny Room Suite – Pathos
6. Twingence (I. Overture II. Prelude III. Adagio IV. Allegro V. Sonata VI. Rondo VII. Coda)

DURATA: 50:35

DEMISE OF GIDEON - Demise Of Gideon I The Demise Of Gideon sono un duo composto da membri di The Wick Theory e Fateless Tears, la band nasce e vive come studio project assestando il proprio sound su basi melodic death fortemente influenzate dal progressive metal.
Album di debutto intriso di introspezione che mette a nudo una voluta e sapiente ricerca sull’animo umano da parte dei due artisti Richard Baysinger (chitarra, basso, batteria, synths e voce) e Chris Riggins (chitarra e voce) con una forte passione incentrata sul raccontare vicende, dando loro anima grazie alle note.
Tralasciando la discreta opener “Host Failed Death” di per sè un buon esempio di come sappiano coniugare una discreta prestanza a melodie già ascoltate ma pur sempre piacevoli, l’inserto della voce pulita che ne spezza il mood ferreo e un riffato che offre argomentazioni valide per attirare l’attenzione, sono i capitoli successivi ossia l’ossatura del disco dal titolo omonimo a rappresentare la parte succosa di cui cibarsi.
La “The Tiny Room Suite” suddivisa in quattro parti è di altrettante storie che ci narrerà, ogni sua fase ha infatti una propria essenza ben definita.
“Ethos” parla di come una nascita possa mutarsi in un tragedia con la morte della madre che segnerà indiscutibilmente il progredire della vita del figlio, toni grevi, scuri e pesanti ne caratterizzano l’incedere, “Mythos” è la descrizione di quanto sia importante per il mondo la presenza di un “Eroe” che dia un senso alle azioni, la caduta di essi è svariate volte ricordata nel periodo classico come momento di scoramento con l’oscurità a prendere il sopravvento, il brano stavolta è più vitale e vigoroso attestando quanto la forza di essi sia stata un punto fondamentale delle credenze e dell’odierno aver fede in qualcosa che ci possa salvare (chi non ha mai eretto qualcuno a proprio eroe)?
Terza in ordine cronologico è “Logos” che impatta con il nostro udito celebrando le vicende del pistolero western Doc Holliday mitico personaggio che partecipò al famoso scontro a fuoco dell’O.K. Corral con i Wyatt e Virgil e Morgan Earp, chi non ha mai sentito o visto qualcosa che lo riguardasse (se non l’aveste fatto ancora datevi questa chance)?
Trascinata, quasi lamentosa indica la malattia, un’esistenza strappata alla prematura età di soli trentasei anni, si chiude spalancando i portoni a “Pathos” dedicata al pastore Jim Jones, è la morte che lo raffigura, lui che con uno dei tanti utopici culti religiosi in voga negli States diede ordine a novecentoundici dei suoi seguaci (compresi donne e bambini) di suicidarsi oltre ad aver commissionato altri nove omicidi fra i quali vi era un membro del Congresso, follia allo stato puro.
I ritmi diventano incalzanti, è la violenza immotivata che fornisce l’input per comporre la musica di questo quarto passaggio.
Conclusasi la “The Tiny Room Suite” c’attendono i quasi trenta minuti di “Twingence”, la canzone divisa anch’essa in movimenti (sette precisamente) tesi a descrivere e fornire più dettagli possibili avventurandosi nel dare una propria versione del racconto di David e Leigh Eddings dal titolo “Regina’s Song”.
Due gemelle Regina e Renata sono le protagoniste, il romanzo s’incentrerà sulla figura della prima dopo che Renata stuprata e uccisa ne diverrà parte prendendo posto al suo interno, anime che insieme cercano di vivere nello stesso istante, la ragazza viene dapprima rinchiusa in clinica psichiatrica, scatta la ricerca dei colpevoli con conseguente punizione per chi aveva causato il dolore da cui nasce la loro situazione, l’isolamento in cui si ritrovano le conduce a un finale che le vede abbandonare il corpo con le rinascita spirituale.
La composizione incentrata su tali avvenimenti è un continuo cambio d’umore e di tempi, una costante variazione tesa a esprimere e dare ragione al comportamento della/e protagonista/e, i Demise Of Gideon si rivelano preparati, in tal senso la lunga traccia scorre senza intoppi facendosi apprezzare per le sue molteplici sfaccettature con particolare interesse per la fase in cui il piano e la voce di S. Lee si fanno largo.
E’ un album particolare “Demise Of Gideon”, gli amanti del death progressivo e chi volesse leggere dei testi non riguardanti le solite tematiche trite e ritrite gli diano una possibilità, potrebbero aver trovato pane per i loro denti, musicalmente nulla di nuovo ma nel complesso si regge più che bene.

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