DEMON LUNG – Pareidolia

 
Gruppo: Demon Lung
Titolo: Pareidolia
Anno: 2012
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Lament Code
  2. Sour Ground
  3. Death Mask
  4. Pareidolia
DURATA: 21:56
 

Il doom e l'occult rock guidati da presenze femminili stanno vivendo un periodo di boom fantastico. Conosciamo band quali Jex Thoth, Subrosa, Blood Ceremony, The Devil's Blood e ultima i The Wounded Kings che basterebbero già per rendere orgasmica la giornata dell'amante per eccellenza di tali filoni artistici. Ebbene adesso possiamo aggiungere a tale lista anche i Demon Lung.

La formazione di Las Vegas vede dietro al microfono la presenza di Shandra Fredick, mentre il reparto strumentale è composto da Patrick Warren al basso, Phillip Burn alla chitarra e Jeremy Brenton a percuotere le pelli. Questo quartetto formatosi nel 2011 ha già rilasciato il primo lavoro, si tratta di un ep contenente quattro pezzi e intitolato "Pareidolia", che evidenzia ancora una volta quanto i legami con i primordi del genere siano fondamenta talmente solide e radicate all'interno dell'animo di chi suona questi generi da rendere omaggio volontariamente o meno a band immense quali sono i Black Sabbath e gli ormai in fase di abbandono alla scena Candlemass.

Non sono solo queste due le realtà che si possono riscontrare assorbendo i quasi ventidue minuti offerti dai brani, vi sono riferimenti ricollegabili a Electric Wizard, Solitude Aeturnus e Sacrilege (quelli anglosassoni): ciò può divenire un problema? Non direi, perché come accennato poco più su è difficile estraniarsi e non incrociare nel proprio percorso artistico una parte di sé che guardi con ammirazione e magari come punto di riferimento artisti simili.

Quello che mi piace di "Pareidolia" è che — al cospetto di ciò che spesso ci si attende da una produzione a guida femminile — mette di lato la parte ritualistica per affidarsi a una composizione massiccia, muscolare, fatta di riff pesanti e minacciosi, non sempre memorabili ma dediti al compito affidato loro. Questo non impedisce alle tracce di riversare nel flusso compositivo anche frangenti in cui mostrare il lato più epico e atmosferico, come le chitarre pulite che costituiscono la fase ponte di "Sour Ground". L'inquietudine statica della canzone che porta il titolo del disco e le melodie cupe, tetre e affini a rappresentare in note il versante occulto dei testi danno a "Pareidolia" una marcia in più.

Parlando dei nei, si potrebbe criticare la scelta in fase di produzione chiaramente a favore della resa chitarrista, messa in maggior evidenza rispetto al resto; oppure si potrebbe affermare che le linee di voce e la loro interpretazione da parte di Shandra risultino monocorde, in quest'ultimo caso però le ritengo adeguate allo sviluppo e all'atmosfera dei pezzi, poiché quell'imporsi quasi cantilenante in alcuni attimi acuisce la sensazione di non definito che diviene definito e in fin dei conti "Pareidolia" è pur sempre un'illusione subcosciente, un fenomeno che ogni giorno possiamo riscontrare. Chi non ha mai visto una nuvola con una forma strana e si è convinto di aver notato una figura a lui nota come un animale o un oggetto d'uso quotidiano? Dai, è capitato a tutti almeno una volta.

Zero fronzoli, niente tastiere, qui c'è solo doom nero, greve e di piacevole ascolto, quindi vi consiglio di inserire i Demon Lung nella lista delle promesse da tenere in considerazione quali prossime realtà di spicco del genere. Le basi e le potenzialità ci sono tutte, starà a loro dimostrare nel tempo che la nostra fiducia è stata riposta in buone mani.

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