DEMONIC CREMATOR – Maniac

DEMONIC CREMATOR – Maniac


Informazioni
Gruppo: Demonic Cremator
Anno: 2009
Etichetta: Self Released
Autore: M1

Tracklist:
1. Maniac / Killing For Company / Aftermath (Bodies On Fire)

DURATA : 09:36

Demonic Creator è il nome di un giovanissimo duo scozzese composto da Asphyxiator (voce e batteria) e Necrotica (chitarre e basso) dedito al black metal ed attivo solo da quest’anno, ciò non ha però impedito ai ragazzi di realizzare un demo ed un primo album, rispettivamente l’omonimo “Demonic Cremator” e “Blizzards Of Hate”. “Maniac” invece è un ep di tre brani dedicato alle vicende del serial killer Dennis Nilsen, originario proprio di quella terra un tempo chiamata Caledonia: passata un’infanzia difficile per i problemi d’alcolismo del padre, il secondo matrimonio della madre e la morte del nonno a cui era molto legato, Dennis diventa un ragazzo molto chiuso ma non violento e per il quale niente lasciava presagire i folli avvenimenti futuri. Il suo “rituale” omicida consisteva nell’invitare nella propria casa uomini soli con i quali passare la notte per poi ucciderli strangolandoli prima dell’alba per evitare di essere lasciato solo. Omosessuale, solitario, necrofilo, Nilsen eliminerà più di una decina di partner fra il 1978 e il 1983 prima di essere arrestato per colpa di un’otturazione delle tubature dovuta ai resti umani scaricati nel water. Il suo indirizzo al 195 di Melrose Avenue ha dato anche spunto agli Stormlord per intitolare una canzone: “Under The Boards (195, M.A.)” presente nell’album “The Gorgon Cult”.
Particolarità di questo ep è di presentarsi come un singolo, infatti i tre pezzi di cui è composto sono legati assieme all’interno di un’unica traccia. “Maniac” esordisce con un canto sacro, una specie di messa cantata poi un urlo fa esplodere il brano che viaggia indemoniato arricchito da uno screaming marcio e a volte quasi “soffiato” e da un giro di chitarra melodico di stampo heavy che emana pazzia. “Killing For Company” dopo un inizio moderato va in crescendo sospinta da una batteria piuttosto elementare e prosegue con un’andatura circolare interrotta sovente da stacchi che donano un senso di sospensione, a richiamare ancora il concept ci pensa un brevissimo campionamento con una voce sofferente. La chiusura è affidata a “Aftermath (Bodies On Fire)”, la calma dopo la tempesta, il momento di pagare le conseguenze delle proprie azioni, si tratta di un breve pezzo acustico dal sapore malinconico utile a chiudere il lavoro.
Meno di dieci minuti di musica rappresentano davvero una nullità per poter giudicare con cognizione di causa un gruppo, eppure reputo questo ep riuscito perchè attraverso un black metal semplice e grezzo ha interpretato degnamente il concept. A dimostrazione poi che la band non se ne sta con le mani in mano c’è il fatto che per fine agosto è attesa l’uscita di un nuovo demo intitolato “Perverted Goatsucker”. Per ora i Demonic Cremator sono una piccola realtà che sta crescendo, guarderemo con interesse ai suoi prossimi passi.

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