Den Sorte Død - Den Sorte Død

DEN SORTE DØD – Den Sorte Død

Gruppo: Den Sorte Død
Titolo: Den Sorte Død
Anno: 2021
Provenienza: Svezia
Etichetta: Cyclic Law
Contatti: Facebook  Bandcamp
TRACKLIST

  1. Evigt Mörker
  2. Intet Liv
  3. Det Tabte Slag
  4. Forladt Af Forlængst Slukkede Stjerner
  5. Den Sorte DøD
  6. I De Förlorade Årtusenden
  7. Stille, Stille Mot Dödens Horisont
  8. Kosmisk Håbløshed
DURATA: 38:27

Duo composto dal danese Anders Nydam (Offermose per gli amici) e dallo svedese Daniel Silwerfeldt (in arte Angst), i Den Sorte Død hanno esordito nel 2017 su Pomperipossa Records, l’etichetta gestita da Anna Von Hausswolff, e dopo altri due lavori sono approdati sulle sponde dell’ormai francese Cyclic Law, con la quale hanno pubblicato il disco che mi trovo fra le mani: Den Sorte Død, la morte nera.

Il lavoro dei Den Sorte Død è, almeno all’apparenza, molto elementare: pochi sintetizzatori analogici, un immaginario sospeso tra mondo spirituale e natura, e tanta, tanta atmosfera. Perciò non sorprende che la dark ambient dei due abbia stuzzicato la sensibilità della Von Hausswolff, una signora che con quest’attitudine va a nozze, e sorprende ancora meno che del mastering si sia occupato Hans Olsson, lo stesso che cura le uscite di Anna.

Le note profonde che aprono “Evigt Mörker”, il tappeto rarefatto di elettronica e il lento incedere di un battito sinistro e ineluttabile sono coordinate rintracciabili più o meno lungo tutto Den Sorte Død. I fuochi fatui, il profumo della resina che cola dai tronchi degli alberi, proseguendo nell’ascolto che consiglio di fare al buio sembra di percepire una marea di sensazioni che investono tanto l’udito quanto l’olfatto o la vista. Con “Forladt Af Forlængst Slukkede Stjerner” pare davvero di trovarsi in una radura nel mezzo di una fitta foresta, con gli occhi in grado di abituarsi all’oscurità che avvolge il paesaggio solo grazie alla tenue luce delle stelle. Nella title track il battito torna a essere quasi protagonista, e la mente corre alle illustrazioni della serie Svartedauen di Theodor Kittelsen: l’impressione è di trovarsi in quei quadretti grigi, nebbiosi e pervasi dalla morte, che cammina armata di rastrello. “I De Förlorade Årtusenden” coi suoi arpeggi forse ricorda un filo troppo gli anni Ottanta-Novanta e la dungeon synth di scuola Mortiis, ma si lascia ascoltare; anche perché subito dopo c’è la bellissima “Stille, Stille Mot Dödens Horisont” che ci riporta fra le atmosfere gelide della Svezia più selvaggia. La stessa che fa da sfondo alla conclusiva “Kosmisk Håbløshed” e alla sua disperazione cosmica, con la quale Offermose e Angst suggellano questo viaggio rituale nel regno della morte.

I Den Sorte Død mettono insieme un album coinvolgente e denso pur nella sua semplicità, suonando una musica evocativa e capace di far viaggiare l’ascoltatore più lontano di quanto sembra possibile, occhio che non vi spinga troppo lontano.