DENIAL – Catacombs Of The Grotesque

 
Gruppo: Denial
Titolo: Catacombs Of The Grotesque
Anno: 2009
Provenienza: Messico
Etichetta: Asphyxiate Recordings
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TRACKLIST

  1. Abhorrent Dormants Awakening
  2. Lifeless Void Of Darkness
  3. Remains
  4. Abominable Undead
  5. Immense Carnage Vortex
  6. The Pestilent Pits Of Disgrace
  7. Necrotic Invocations
  8. What Lies Beneath
  9. Inhuman Incarnation
DURATA: 43:15
 

I messicani Denial, anche se si muovono usando un nome nuovo, nascondono in realtà membri di band ben conosciute nell'ambito death metal quali Cenotaph, Pulverized e i mai erroneamente troppo calcolati Shub Niggurath. Il loro "Catacombs Of The Grotesque" è un classico album in stile old school che ripercorre le strade già battute da formazioni storiche quali Demigod, Crematory e Carnage, abilmente mescolate con la morbosità ossessiva e dilaniante di Incantation e Morbid Angel.

Un lavoro che prende spunto quindi da entrambe le grandi scuole della morte e che è composto con una mentalità prettamente legata alle sonorità degli anni Novanta. I nove brani, che nei testi narrano vicende legata alle storie di H.P. Lovecraft, sono incarnati in una forma brutale e incalzante di attacco, calzando a pennello per le novelle dello scrittore basate su tematiche come morte e mistero.

Decidere quale sia il pezzo più bello non è compito mio, preferisco decisamente che siate voi a farvene un'idea con l'ascolto. Dico soltanto che le chitarre pesanti reggono bene nelle parti veloci, ma rendono molto di più nei catacombali e asfissianti rallentamenti, mentre il growl secco di Ivan infonde quel tocco greve in più ai vari episodi esaltandoli. Le basi dal canto loro sono dinamicamente ineccepibili e prestanti nel supportare il lavoro delle asce, sono in possesso del giusto piglio e della velocità adatta a dare valore alle varie soluzioni messe da esso in atto. C'è veramente poco da poter criticare in un prova fatta così a dovere.

Per i tradizionalisti e per chi ama il death in genere "Catacombs Of The Grotesque" è un album che vale la pena ascoltare e possedere, non ha nulla da invidiare a quelli licenziati da colleghi ben più rinomati.

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