DEPRESSED MODE – …For Death

 
Gruppo: Depressed Mode
Titolo:  … For Death
Anno: 2009
Provenienza:  Finlandia
Etichetta: Firedoom Music
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TRACKLIST

  1. Death Multiplies
  2. She's Frozen
  3. Loving A Shadow
  4. The Scent
  5. Prologue To The Thousand Skies
  6. Tunnel Of Pain
  7. A Glimpse Of Tomorrow
  8. A Sigh…
  9. …For Death
DURATA: 45:52
 

Molti sono i cambiamenti che il nucleo dei Depressed Mode, formato da cantante e tastierista — mente originale del progetto — seconda voce, una certa Natalie Koskinen, in comproprietà di certi Shape Of Despair, e primo chitarrista, ha operato nei due anni che separano questo "…For Death" dall'ottimo debutto "Ghosts Of Devotion", uscito sempre sotto l’iperattiva Firedoom, mai come ora in grado di disporre di un roster di altissima qualità.

Oggi, con tre nuovi membri su sei, il gruppo ha accantonato pressoché ogni tendenza doom per concentrarsi sull'interazione tra lidi sinfonici-tastieristici di derivazione puramente finnica e partiture più canonicamente riferite al death melodico.

Delle distorte dilatazioni di cui il predecessore era pregno, in "…For Death" non rimane che un ricordo lontano, mentre risultano ancora più protagonisti gli stacchi melodici in cui la voce di Natalie la fa da padrona, evocando atmosfere cupe e funeree ("Loving A Shadow"), o dove le tastiere di Ossy Salonen vengono lasciate ad unico supporto delle sue stesse linee vocali, le quali variano da un growl più gutturale ad un semplice cantato sporco e sommesso, per concludere con interpretazioni in un canto pulito e cristallino, è il caso dell'intro e di alcuni versi di "A Glimpse Of Tomorrow".

Ancora, differenze più che marcate si notano in brani come "Tunnel Of Pain", traccia nella quale alle tastiere è lasciato il ruolo di protagoniste, mentre le chitarre hanno il compito di supportarle senza lanciarsi in alcun tipo di assolo o anche solo di variazione; il tutto è in questo caso sorprendentemente condito da uno pseudo-coro maschile in cantato pulito.

Ciò che invece perdura nelle composizioni del gruppo è l’utilizzo di tematiche piuttosto classiche per il genere: dolore, morte, decadenza, pene d’amore, il tutto riletto con un piglio romantico, senza mai sforare nel cattivo gusto o nello scontato, a questo proposito, il nome di riferimento più prossimo sono probabilmente i testi dei Draconian di Johan Ericson.

Queste, tirando le somme, le proposte dei Depressed Mode odierni, che in solo due anni hanno modificato di molto le loro coordinate sonore. Migliori o peggiori è impossibile da dirsi, per chi scrive, il doom era forse un po' più personale e meno abusato rispetto al death tastieroso, ma il disco è innegabilmente eseguito a dovere. Un unico appunto da farsi, magari, è il poco spazio lasciato alla sempre fantastica e trascinante voce della Koskinen.

 

 

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