Der Weg Einer Freiheit - Der Weg Einer Freiheit

DER WEG EINER FREIHEIT – Der Weg Einer Freiheit

Gruppo:Der Weg Einer Freiheit
Titolo:Der Weg Einer Freiheit
Anno:2009
Provenienza:Germania
Etichetta:Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Ewigkeit
  2. Spätsommer
  3. Frei
  4. Aurora
  5. Zum Abschied
  6. Welk
  7. Neubeginn
DURATA:43:13

Oggi, nell’anno 2009, è assai difficile scovare ed estrapolare dall’underground album che siano quantomeno decenti, l’enorme music business e la corsa forsennata al primo LP hanno fatto sì che il mercato sia saturo di prodotti piuttosto discutibili, se non riprovevoli. Ed è per questo motivo che sono contento di aver scoperto e di presentarvi una band che in tutta onestà, senza troppe pretenziosità e voglia di strafare, sforna un lavoro interessante e sentito (emotivamente) che lascia intravedere un potenziale per il futuro. Si tratta dei Der Weg Einer Freiheit, giovane duo tedesco composto da N.K., che è praticamente il compositore e quello che si occupa per intero degli strumenti, e T.J., che invece cura le parti vocali. Niente demo o EP cult alle spalle, dal 2007 al 2009 hanno composto e autoprodotto direttamente questo album eponimo, limitato a 200 copie numerate a mano, con tutti i pregi ed i difetti delle opere prime, ed è anche questo il lato bello e sincero di questo prodotto.

Quando vidi per la prima volta la copertina immaginai il solito disco black metal grezzo e scontatello, come molti ne escono oggi, però c’era qualcosa che mi incuriosiva, già il nome della band che tradotto in italiano significa Il percorso della Libertà, ma anche quelle atmosfere grigie mi portarono a voler ascoltare Der Weg Einer Freiheit, e posso affermare che il sesto senso questa volta è stato premiato!

Davvero intenso ed emozionante il quartetto iniziale. “Ewigkeit” è venata leggermente da un tono epico, accattivante e scorrevole. La strumentale e possente “Spätsommer”, stupenda e toccante, è ancora più fiera e dal sapore epico, un magnifico inno di un uomo che dall’alto di una vetta guarda il mondo con aria di vittoria, forse la migliore del lotto per le emozioni che riesce a regalare. Poi si passa alla notevole “Frei”, che più o meno mantiene le stesse coordinate, se non fosse per quello stacco a metà canzone nel quale fuoriesce la vena più malinconica del gruppo: sopra le tristi note pulite della chitarra si affaccia uno screaming molto debitore (come sempre in questi casi) al caro vecchio Varg, scelta non originale certo, ma in qualche modo azzeccata e inerente al contesto, come a voler descrivere la sofferenza nel bel mezzo di una battaglia. La successiva “Aurora” riprende a piene mani il discorso epicità e lo amplia definitivamente, con melodie piuttosto vichingheggianti e a tratti antiche, come nel finale dal sapore molto medievale.

Fin qui signori un gran disco, come se ne trovano pochi in giro a mio avviso, peccato che il terzetto finale deluda un po’ le mie aspettative. Sembra perciò che il disco sia diviso in due parti per come è composto e per la minore ispirazione che si può scorgere. “Zum Abschied” parte pacata per poi esplodere in riff furiosi ma poco originali, sebbene sia una buona canzone suona un po’ scontata, anche se devo far notare che è forse la più battagliera e violenta dell’intera scaletta. Carina e molto varia “Welk”, tuttavia stenta a decollare per via di un songwriting che odora leggermente di già sentito. Ma è forse la lunga e conclusiva “Neubeginn” la meno ispirata e più standard, nonostante la qualità dei primi due minuti, che alla lunga risultano ben poco per salvarla!

Forse questa descrizione traccia per traccia sarà stata noiosa, ma era doveroso per me esporre l’opera nella sua completezza, vista la qualità e la mia volontà di pubblicizzarla. Piccoli appunti sulla produzione: buoni tutti i suoni, molto atmosferiche e profonde le chitarre che offrono parti di gran respiro emozionale; bello anche il cantato, un normalissimo screaming come il genere insegna, ma intenso, ben eseguito e inserito. Unica pecca forse la batteria elettronica programmata da N.K, non tanto per la perizia, che risulta notevole, nemmeno per i suoni che tutto sommato escono piuttosto naturali, quanto per l’eccessivo risalto che in alcuni casi tende a sommergere il valore sprigionato dalle chitarre.

Finalmente, ho trovato un disco che posso permettermi di consigliare non solo a chi vive di pane e black metal, ma anche a chi cerca musica contenente momenti emozionanti, e a chi, come recita il titolo, cerca il percorso della Libertà, quella interiore e non… Adesso, non mi rimane che attendere fiducioso un nuovo album.

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