DESCENDING DARKNESS – Seelenruhe

 
Gruppo: Descending Darkness
Titolo:  Seelenruhe
Anno: 2011
Provenienza: Austria
Etichetta: Ashen Productions
Contatti: non disponibili
 
TRACKLIST

  1. Totenreich
  2. Misanthropic Sociopath
  3. Abschied
  4. Leid
  5. Breath Of Death
  6. Schlachtgedanken
  7. Seelenruhe
  8. Spiegel Meiner Seele III
DURATA: 38:27
 

Gli Hellhammer nel 1983 pubblicarono quel "Satanic Rites" che li consacrò come band di culto; Quorthon, con la sua creatura Bathory, fece uscire un anno dopo il famigerato disco omonimo; i Sepultura nel 1986 esordirono con "Morbid Visions", mentre i Sarcófago nel 1987 rilasciarono il loro capolavoro "I.N.R.I."… come dite? Sì, lo so che tutte queste cose già le sapete e ora vi dirò anche il perchè di questa premessa. Le succitate band, in quegli anni, avevano in comune la spinta grezza e bestiale, quel concentrato di ferocia che li spingeva a suonare in maniera sempre più aggressiva, sempre più "caotica", sempre più blasfema.

Ora facciamo un salto di più di venticinque anni, andiamo in Austria e ci ritroviamo i Descending Darkness che, dopo più di dieci anni di attività, arrivano al debutto sulla lunga distanza con "Seelenruhe". Questo disco si dimostra essere fin da subito figlio dell'attitudine di cui parlavo prima e, già a partire dall'opener "Totenreich", i nostri ci vomitano addosso un'intransigenza pressochè totale, una musica volta al solo scopo di devastare e spazzare via senza pietà qualunque cosa le passi di fronte: nessun chiasmo intellettualoide, nessun filosofeggiamento cervellotico, soltanto fuoco, rabbia e odio. Impossibile da descrivere è la potenza con cui pezzi come "Misanthropic Sociopath", "Breath Of Death" e "Spiegel Meiner Seele III" esplodono in tutto il loro carico tra arrangiamenti mefitici e sinistri e una forma di melodia malsana e ricolma di aberrazione, la quale sprigiona un'aura insana e mortifera, un flusso di fiero (parlare di epicità mi pare quasi fuori luogo) e trionfale disgusto che corrode ogni cosa che incontra.

"Abschied" e "Schlachtgedanken" sono invece impostate su un'alternanza tra furiose parti tritaossa e altre più cadenzate, ossessive e ricolme di un feeling demoniaco che farebbe impallidire all'istante quei personaggi che si affidano unicamente a tempi di esecuzione ai limiti dell'umano, pervasi dall'erronea convinzione che in questo campo la velocità sia tutto. La title-track (a mio parere, l'episodio migliore del platter) merita una nota a margine: sia l'andamento musicale che la superlativa prova vocale ricordano infatti, in alcuni punti, i Funeral Mist e gli ultimi Marduk (lo spettro di "Funeral Dawn" è forte) per l'intensità imponente della componente selvaggia e per quel vago sentore di ritualità che vibra tra le note.

Proprio la voce è uno dei punti forti del disco: Gevatter fa uso di un timbro acido e sgolato, è la voce di un demone degli Inferi, è lo stesso concentrato di inumana bestialità che ci si aspetterebbe di udire passando accanto alle ardenti rive del Flegetonte. La produzione, come d'uopo per questo genere, è ruvida e scarna, ma perfettamente adatta a ciò che viene presentato, in particolare i punti in cui la batteria è in primissimo piano.

Piccola considerazione: il booklet è realizzato in carta molto spessa, in bianco e nero e sul retro campeggia l'inequivocabile scritta "incende quod adorasti" che, a quanto pare, è estrapolata da un'antica formula battesimale; tutto questo per ribadire, ancora una volta, che possedere la copia fisica è l'unico modo per entrare in contatto appieno con un'opera.

Negli ultimi anni il Black Metal è sempre più simile a un circo animato da miriadi di pagliacci? Sono d'accordo. Ecco quindi un motivo ulteriore per non lasciarsi scappare la vera qualità quando questa ci si presenta davanti: "Seelenruhe" è un disco superlativo, passionale, istintivo e ricolmo di Spirito, Spirito in cui la Nera Fiamma brucia incessante e fulgida!

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