DESECRESY – The Doom Skeptron

 
Gruppo: Desecresy
Titolo:  The Doom Skeptron
Anno: 2012
Provenienza:  Finlandia
Etichetta: Xtreem Music
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TRACKLIST

  1. Forged From Chaos
  2. The Sleep Of Titans
  3. The Sceptre Of Damnation
  4. Burial Adorations
  5. Declined Resplendence
  6. Vortex Unwinding
  7. Sons Of The Burning God
  8. The Solemn End
DURATA: 39:03
 

I Desecresy sono oggi ciò che gli Slugathor erano in passato. Il gruppo death finnico prosegue la sua marcia devastante e noi appassionati del genere gliene siamo grati. La seconda fatica del duo composto da Tommi Grönqvist e Jarno Nurmi — proprio l'uomo che fra le altre cose sta dietro al progetto Serpent Ascending — è la conferma che chi si nutre di death, e lo vive conscio di conoscerne i fondamentali e possedere le doti per farli propri, è capace poi di creare dei buonissimi dischi, imprimendo al loro interno non una personalità spiccatissima, ma quanto meno una forma eccellente. Questo è quanto mi sento di affermare dopo aver ascoltato "The Doom Skeptron", senza ombra di dubbio un gran bell'album.

Se col debutto "Arches Of Entropy" c'avevano deliziati con un disco old school nel quale l'unica pecca riscontrabile erano alcuni momenti lievemente prolissi, questo successore ripartendo da quella solidissima, efferata e profondamente funerea base ha subito un processo di snellimento del songwriting che ha portato con sé un notevole guadagno per quanto concerne l'immediatezza e l'aspetto sia ferino che catacombale dei pezzi. I finnici non si perdono in chiacchiere, le chitarre di Tommi sono grevi e innalzano un muro sonoro di tutto rispetto, l'incedere ritmico è dinamicamente ben impostato, sia le accelerazioni che le gite turistiche in area doom — scandite da quelle scanalature tese ad allentare la presa, rendendo la proposta spettrale e tombale — sono divenute ancor più decisive con le incursioni malsano-melodiche — caratteristica presente anche nel primo lavoro — che adesso hanno acquisito una ossessività amplificata rispetto al passato. Infine il growl di Jarno abissale e nero, perfetto per esprimere tramite la parola quello che il quadro sonoro realizza, è il tassello ultimo che lo completa.

Credetemi, questi due artisti sono una fra le accoppiate meglio assortite dell'ultima decade death e fanno letteralmente il di dietro a molte band che ancora sguazzano in questo mondo più per il nome che per i meriti legati alle loro ultime produzioni.

Una volta inserito il cd nel lettore, ci si fa rapire e ammorbare da una serie di brani dalla chiara ispirazione novantiana e scegliere fra essi diviene difficoltoso dato che la prestazione, ben al di sopra della media, ci offre splendidi esempi del genere con "Forged From Chaos" e "Declined Resplendence", evidenziando come i cambi di ritmo siano utili nel creare quella dissestante e martellante sensazione di morte nella scorribanda in velocità incastonata in "The Solemn End" e quanto contribuiscano a scavare nel profondo in "Burial Adorations". Poi c'è lei, la regina della scaletta: "The Sceptre Of Damnation", il pezzo che metti e rimetti su cinquanta volte e ti viene ancora voglia d'ascoltare una volta conclusosi, la summa della malevolenza dei Desecresy concentrata in neanche tre minuti, è cattiva in maniera ipnotica.

La morte ci sorride, il suo ghigno malefico prende corpo nella musica insita in un "The Doom Skeptron" che garantisce all'ascoltatore una piena immersione nel mondo death metal. I segnali di miglioramento palesati da questo secondo capitolo fanno sì che le aspettative per il terzo parto dei Desecresy aumentino considerevolmente e se come il sottoscritto non riuscite a rinunciare a questo tipo di goduria per le orecchie, non perdete tempo e fatene vostra una copia, spacca di brutto!

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