DESERT WIZARDS – Beyond The Gates Of The Cosmic Kingdom

 
Gruppo: Desert Wizards
Titolo: Beyond The Gates Of The Cosmic Kingdom
Anno: 2017
Provenienza: Italia
Etichetta: Black Widow Records
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TRACKLIST

  1. Astral Master
  2. Dog Star
  3. Born Loser
  4. Red Sun
  5. The Man Who Rode The Time
  6. Distant Memories
  7. Snakes
  8. A Light In The Fog
DURATA: 48:44
 

I Desert Wizards sono una vecchia conoscenza aristocratica: la formazione ravennate è infatti stata nostra gradita ospite sia in occasione del debutto eponimo che del secondo lavoro "Ravens". Ora torna a farci visita con la terza opera "Beyond The Gates Of The Cosmic Kingdom", rilasciata lo scorso anno nuovamente per l'etichetta nostrana Black Widow Records, un sodalizio quindi che prosegue nel tempo e funziona a dovere. Nessuna novità, ma tanta, tanta bella musica.

Basta guardare la variopinta copertina e leggere il titolo conferito all'album per comprendere che le coordinate sonore e atmosferiche del gruppo sono rimaste per lo più inalterate. Al tempo stesso la base di influenze dalla quale il complesso attinge si è ampliata: accanto ai confermatissimi Pink Floyd dell'era Barrett, ai Black Sabbath e ai Doors, potrete addizionare connotati riconducibili a Hawkwind, Atomic Rooster, Grateful Dead e chissà quante altre formazioni, i quali arricchiscono e rendono ancora più affascinante la propensione hard-psych-prog di fine anni '60 e '70 di cui è imbevuta la composizione.

Se da un lato pare vero che gli Stregoni del Deserto non abbiano fatto altro che battere il medesimo sentiero già percorso, dall'altro sin dal primo ascolto sono innegabili diverse migliorie. Gli intrecci fra la voce del bassista-tastierista Marco Mambelli e quella dell'organista Anna Fabbri sono stati affinati, risultando più coesi ed evocativi; la capacità di intraprendere fughe psichedeliche, ancora più acide e avvolgenti, è certamente accresciuta; infine la collaborazione del cast di ospiti (Suzanne Omgba Atangana alla voce in "The Man Who Rode The Time", Alberta Pompignoli al sax che si fa strada in "A Light In The Fog") è stata ottima e integrata alla perfezione. Tutti questi elementi rendono "Beyond The Gates Of The Cosmic Kingdom" un disco realizzato con un gran gusto e che si fa ascoltare di gusto.

Non vorrei dilungarmi ulteriormente o dare forzatamente la mia preferenza a un brano piuttosto che a un altro, tuttavia a titolo personale trovo veramente difficile non invaghirsi di episodi cosmici quali "Astral Master" e "A Light In The Fog", così come è impossibile non lasciarsi trasportare da "Red Sun" (perfetta nel cambiare più volte marcia in piena corsa) o disperdere la mente nell'estatica malinconia di "The Man Who Rode The Time", attimi di totale immersione dei quali non si dovrebbe fare a meno.

Tirando le somme, i Desert Wizards si confermano in piena crescita, pronti a nutrirsi di un'ampia gamma di suoni e atmosfere, assai nota e facilmente riconducibile ai numi tutelari, autori di viaggi ed emozioni a dir poco uniche. La musica della band tuttavia risulta elaborata e sempre più pregevole, non priva di difetto ma proprio per questo ancora più piacevole e naturale. "Beyond The Gates Of The Cosmic Kingdom" segna un nuovo e vincente traguardo sulla strada che conduce dritta al cuore, e al portafogli, degli appassionatissimi fruitori del genere. Complimenti!

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