DESTROYING DIVINITY – Dark Future

 
Gruppo: Destroying Divinity
Titolo: Dark Future
Anno: 2010
Provenienza: Repubblica Ceca
Etichetta: Brutal Bands
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TRACKLIST

  1. To Live In Gloom Of The Beyond
  2. At War With Two Worlds
  3. Birth Of Faceless Killer
  4. Putrid Stench Of Past
  5. Undead In The Darkness
  6. Cult
  7. Prophecy
  8. Name Written With Blood
  9. Face To Face To Destiny
DURATA: 36:02
 

Mazzate, sonore mazzate, che la Repubblica Ceca non si è mai risparmiata nel regalarci: se è vero che non tutte le band sono fatte per divenire portabandiera di un genere, è altrettanto realistico pensare che privarsi di realtà operaie come i Destroying Divinity sia quantomeno stupido anche solo da pensare. Questi musicisti, attivi nella scena da una decade, riappaiono a distanza di sei anni dalla loro ultima pubblicazione, "Hell Unleashed" (2004), con "Dark Future", album canonicamente fedele alla scuola death metal anni Novanta.

La formazione è cresciuta a pane, Morbid Angel, Deicide, Immolation e di sicuro qualche altra vecchia conoscenza vi verrà in mente facendo girare il disco nello stereo; un lavoro solido, con un riffing che probabilmente in alcuni casi è standardizzato, seguendo fin troppo di pari passo i maestri, ma che allo stesso tempo riesce a creare un vortice brutale e di malsano piacere sfociante in tracce quali "Prophecy" e "Face To Face To Destiny". Stranamente infatti la seconda parte della scaletta risulta più coinvolgente della tranche iniziale, regalando anche una "Cult" dotata di un blastato che la rende pura dinamite e una "Name Written With Blood" che alterna anche la presenza di un massiccio mid-tempo, affine a "At War With Two Worlds".

I déjà vu sono una costante ed è impossibile non notare anche nelle esecuzioni solistiche che squarciano i brani, prendendone possesso, quanto le lezioni di gente come Azagthoth e Vigna siano state fondamentali per il background dei Destroying Divinity: riuscite a fargliene una colpa? Personalmente no, poiché la prova offerta in tali situazioni dalle asce è apprezzabile, degna di rispetto e soprattutto valida.

Cosa manca quindi alla formazione per fare il salto di qualità? Un minimo di personalità propria, con "Dark Future" ha confermato di essere un ottimi scudieri e di avere le carte in regola per fare il culo a strisce anche a formazioni più blasonate e ormai in caduta libera. Esiste quindi la possibilità di ritagliarsi un ulteriore spazio e guadagnare consensi fra gli amanti del genere attraverso una ricerca di soluzioni proprie, il che comunque non indica uno stravolgimento del suono, una divinità qualunque mi preservi da tale pensiero.

Il ritorno dei Destroying Divinity è di quelli promettenti, forte anche di una produzione con la giusta dose di carica detonante, e auguro al gruppo possa essere il passo importante per avvicinarsi a una dimensione un po' più personale, dato che fatta una breccia in quel muro avranno solo di che guadagnare. Siete compratori e fruitori abituali di death metal? "Dark Future" va ascoltato, poi ognuno prenda la decisione in merito all'acquisto, tenete conto però che una prova simile è pari a un porto sicuro per le orecchie dei fedelissimi fan della morte.

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