DESTROYING DIVINITY – Hollow Dominion

 
Gruppo: Destroying Divinity
Titolo: Hollow Dominion
Anno: 2014
Provenienza: Repubblica Ceca
Etichetta: Lavadome Productions
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TRACKLIST

  1. The Eternity Guardians
  2. Burning Divine Domination
  3. Scent Of Death
  4. Empire Of Emptiness
  5. Suffering Redemption
  6. Defleshed Skeleton
  7. Sinful Omens
  8. Inner Slavery
DURATA: 33:08
 

Esattamente come per il precedente "Dark Future", arriviamo al nuovo disco dei Destroying Divinity quando di nuovo non è rimasto poi granché, poiché "Hollow Dominion" data settembre 2014. Poco importa, però, visto che la proposta dei Cechi è ben lungi dal sentire il peso degli ultimi due decenni, figurarsi di un singolo anno: che se ne parli al day one o a un lustro dalla sua uscita, "Hollow Dominion" è puro e semplice death metal. Caldo, infernale, grosso, incazzato e bastardo.

Come il nostro Mourning si prefigurava nell'ormai lontano 2011, poi, c'è finalmente quel pizzico di personalità in più. Non tanta, anzi, proprio un pizzico, perché la lezione dei Destroying Divinity è quella impartita ormai da un quarto di secolo dai vari capiscuola (principalmente) d'oltreoceano: Immolation, Incantation, un pizzico di Vader e blasfemia portami via. Toh, guarda un po', nei ringraziamenti all'interno del libretto Immolation e Incantation sono anche i primi nomi (di una lista invero molto lunga e in cui trovano spazio precisamente tutti quelli che vi aspettereste… più la stessa Aristocrazia Webzine).

Tra una bestemmia e un assolo, il quartetto di Ratíškovice riesce comunque a risultare ancor più convincente che in passato, infondendo grande passione in ogni singola nota. Dove una volta le canzoni soffrivano, tocca dirlo, di un certo ristagno, oggi i Destroying Divinity aggiungono complessità e carattere alle proprie strutture. I molti cambi di tempo, assoli e variazioni all'interno degli otto brevi brani, unitamente alla durata complessiva di poco superiore alla mezz'ora, fanno di "Hollow Dominion" un lavoro estremamente godibile e leggero, ma allo stesso tempo convincente e di sicuro interesse per chi ha voglia di un po' di sano, puro e mai compromissorio metallo della morte. E magari ha voglia di tirare un paio di insulti a Cristo.

Complici anche il cambio di logo, oggi ben più old school che in passato, e l'utilizzo di un'illustrazione a dir poco classica (come sempre un ottimo lavoro da parte di Misantropic Art), i Destroying Divinity hanno consolidato quanto già fatto di buono e aggiunto un altro pezzetto alla loro storia, alzandone il livello qualitativo, ma non tradendone mai le origini.

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