DESULTOR – Masters Of Hate | Aristocrazia Webzine

DESULTOR – Masters Of Hate

 
Gruppo: Desultor
Titolo:  Masters Of Hate
Anno: 2012
Provenienza:  Svezia
Etichetta: Abyss Records
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TRACKLIST

  1. Chapter 1: New Era
  2. Black Monday
  3. Another World
  4. Denied
  5. Division Insane
  6. Chapter 2: The Phoenix
  7. And So We Bleed…
  8. The Luxury Of Pain
  9. Caged
  10. Masters Of Hate
  11. The End Instrumental
DURATA: 34:01
 

Il duo svedese dei Desultor debutta sotto Abyss Records con "Masters Of Hate", album che arriva dopo due demo datate rispettivamente 2008 e 2009. Ibrahim Stråhlman (batteria) e Markus Joha (chitarra e voce) coadiuvati da Pablo Magallanes (chitarra), Fredrik Klingwall (intro e outro) e Ragnar Rage (basso), partecipanti come session all'esecuzione del disco, ci offrono uno strano connubio fra un death/thrash le cui qualità groove e lievemente progressive sono particolarmente ben accette e una dimensione vocale affine a quella di Warrel Dane dei Nevermore.

In certi frangenti sembra quasi che ci sia uno scontro interno tra le realtà che convivono nel suono dei Desultor, quella pesante e vecchio stampo che vuole strabordare in lidi più estremi e pressanti si confronta con una più moderna caratterizzata dall'affrontare tale sfida con una produzione pulita, ma non perfetta, una serie di soluzioni thrash che sanno tanto di post 2000 e quelle melodie incalzanti che potrebbero ricordare i Darkane dei bei tempi.

"Masters Of Hate" è un bel prodotto perché sembra proprio progettato per attirare l'attenzione su di sé di chi ricerca una prova metal seria, compatta, fruibile, ma non catchy da gita parrocchiale. Pezzi come "Division Insane" e "Cage" rimangono in testa per molto, molto tempo e anche quando forzano maggiormente sforando in ambito blackeggiante, penso alle fasi dinamitarde di "And So We Bleed", alquanto drammatica come interpretazione, riescono a essere convincenti. Sommate a questo anche delle più che adeguate linee melodiche in "Black Monday" e "The Luxury Of Pain", che aiutano ad accentuare il fattore progressivo, una più che discreta solistica e i conti potrete tirarli su da soli.

Come spesso avviene non è tutto oro ciò che riluce, la produzione della batteria mette in pieno risalto la cassa che diviene anche sin troppo martellante in certi punti, il basso viene più volte penalizzato, una sorta di omogeneità di fondo si presenterà dopo un paio di giri nel lettore ed è per questo che pur riconoscendo ai Desultor talento e una buona dose d'ispirazione, affermo che manca loro la capacità di scrivere canzoni memorabili, ciò che fa la differenza.

Ricordando a me e a voi che siamo ancora di fronte a un disco che è pur sempre il primo di questi scandinavi, ve ne consiglio l'ascolto, siate old schooler o fruitori di metal di fattura odierna poco importa, potreste trovare in "Masters Of Hate" una parte di ciò che vi piace e chissà che il resto poi non vi convinca, l'importante è infilarlo nello stereo, dopo aver premuto il tasto play tutto verrà da sé.