DETHONATOR – Dethonator

Informazioni
Gruppo: Dethonator
Titolo: Dethonator
Anno: 2012
Provenienza: Inghilterra
Etichetta: Ironstone Records
Contatti: facebook.com/dethonator
Autore: Mourning

Tracklist
1. Wreckers
2. Harbinger
3. I Am Thunder God
4. Many Have Fallen
5. Shadows
6. Dethonator
7. Morbid Skies
8. Massive Demonic Killing Spree
9. In The Place Of The Skull

DURATA: 46:35

Quante volte abbiamo letto di band che dopo aver pubblicato un paio d’album cambiano improvvisamente monicker e stile? È una storia che si è ripetuta in tantissime occasioni, a quanto pare anche gli inglesi Dethonator hanno vissuto una morte e rinascita.
La realtà britannica heavy/thrash inizialmente nota come Kaleb con due dischi all’attivo, “The Great British Invention” e “Legion”, nel 2009 decide di virare assumendo la forma attuale e conseguente cambiamento di sound, tant’è che quando mi venne presentato il disco omonimo come opera thrash rimasi alquanto spiazzato.
Si tratti infatti di un ibrido che in sè raccoglie influenze heavy, thrash, aperture non poi così celate al nu nelle partiture vocali e soprattutto un tipo di esposizione volutamente orientata ad agevolare la fruibilità del pezzo, il termine “catchy” a questi musicisti calza a pennello. “Dethonator” ha avuto una gestazione travagliata, era già pronto nel 2010 e probabilmente venne anche rilasciato in forma autoprodotta, adesso nel 2012 sotto la Ironstone Records ha avuto il suo lancio definitivo con tanto di modifica all’artwork rispetto a quell’originale, nulla di trascendentale ma in fin dei conti rende l’idea e questo basta.
Chi è abituato a sound old school e non ama il metal orientato sull’offerta di appoggi abbondantemente melodici alle volte al limite con il dolciastro, ma non stucchevoli alla Trivium, potrà già chiudere qui la propria lettura.
La proposta dei Dethonator è trascinante, ben confezionata, ricca di spunti solistici, di ritornelli avvincenti più per l’aspetto emotivo agrodolce che il piglio determinato, si vedano quelli di “Harbinger” e “Many Have Fallen” e ciò vi farà storcere il naso.
Lo so, un album simile è per una folta schiera di amanti metal quello che si potrebbe definire un capro espiatorio ideale, una rappresentazione dell’evoluzione metal che odiano, del resto però non posso non riconoscere ai ragazzi d’avere delle più che discrete qualità di base, di aver assorbito una lezione heavy che in più occasioni riporta alla mente qualcosa dei lavori solisti di Blaze, che nei momenti in cui provano a calcare la mano, ad esempio nella prestazione intensa come “Massive Demon Killing Spree”, nell’apertura dell’opener “Wreckers”, quanto in “Shadows” o nella titletrack, i Dethonator riescono anche a graffiare.
In linea di principio proprio la facilità d’ascolto e il non forzare mai storpiando questa che è la loro caratteristica fondamentale, a esempio il growl di supporto alla voce pulita di Jim Burton presente quasi esclusivamente relegato a quelle apparizioni tese all’accompagnamento all’interno del chorus o nel pre-chorus, fanno del platter una prestazione a suo modo gradevole.
Consiglio agli amanti del metal melodico di offrire una chance a quest’inglesi, chissà che “Dethonator” non possegga le chiavi giuste per scardinare i vostri dubbi trovando infine posto fra gli “on air” giornalieri, un tentativo vale sempre la pena farlo.

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