DEUS EX MACHINA – A New World To Come

 
Gruppo: Deus Ex Machina
Titolo: A New World To Come
Anno: 2017
Provenienza: Svizzera
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. A New World To Come
  2. Home
  3. Unfaithful Whispers
  4. Human Savior
  5. Chrysalis
  6. Dualism
  7. My Lament (Before The Disaster)
  8. Shadows From The Past
  9. Born 
DURATA: 52:29
 

I Deus Ex Machina giungono al debutto in questo 2017 con "A New World To Come", un album di death metal melodico dal piglio decisamente moderno, ma che durante l'ascolto fa intravedere la passione e i legami col suono svedese, mettendo in mostra una serie di caratteristiche che conducono — fra i tanti — ai nomi di Scar Symmetry e Arch Enemy.

La band svizzera non si concede all'utilizzo di ritornelli faciloni, né a un uso spropositato — e spesso superfluo — del cantato pulito; si affida piuttosto a una proposta capace di imprimere ai pezzi un passo discretamente pesante, sia nell'approccio melodico (più scuro rispetto a molti altrettanto giovani colleghi) che in quello vocale e atmosferico. Ci troviamo senza ombra di dubbio dinanzi a un nulla di nuovo: impossibile negare il fatto che il territorio musicale esplorato dal quintetto di Ginevra sia stato rivangato un'infinità di volte; eppure l'ascolto offre più di uno spunto interessante, infilando una serie di episodi (quello che dà il titolo al disco in apertura, "Home", "Human Savior", "Chrysalis", "Dualism" e "Shadows From The Past") in possesso di una discreta varietà di soluzioni

Sono presenti in aggiunta capitoli che incrementano il groove, per aumentare lo spessore del riffing, in cui è possibile notare in più circostanze la crescita improvvisa del tasso heavy che li percorre: in tali occasioni è fondamentale il ruolo delle sezioni solistiche o la modifica dell'avanzata ritmica, perlopiù incentrata su tempi medi rocciosi; gli indovinati rallentamenti sono poi talvolta accoppiati a piacevoli escursione sui tom da parte del batterista Samuel Python, la cui prova si rivela dinamica quanto concreta. Anche la prestazione vocale di Stephany Hugnin si sposa bene con i brani, aggressiva e ruvida: sono pochissimi gli sprazzi in cui le linee vengono eseguite in modo più pulito (un valido esempio nella conclusiva "Born") o accompagnate e sostenute dall'ugola del chitarrista Mortimer.

Il primo atto dei Deus Ex Machina funziona e in definitiva: "A New World To Come" è un buon biglietto da visita di cui consiglio l'ascolto agli appassionati del genere.

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