DEUS OTIOSUS – Godless

DEUS OTIOSUS – Godless

Informazioni
Gruppo: Deus Otiosus
Titolo: Godless
Anno: 2012
Provenienza: Danimarca
Etichetta: Deepsend Records
Contatti: facebook.com/deusotiosus.dk
Autore: Mourning

Tracklist
1. Snakes Of The Low
2. In Harm’s Way
3. New Dawn
4. Pest Grave
5. Surrounded By The Dead
6. Cast From Heaven
7. Face The Enemy
8. Death Dance

DURATA: 41:05

I Deus Otiosus sono una delle tante buone promesse che si erano affacciate all’interno del panorama death con un debutto nel 2010, “Murder”, album recensito per noi da Bosj, infatti ci aveva offerto una prestazione onesta, al tempo supportata dalla F.D.A. Rekotz. Il 2012 li ha visti ridiscendere in campo con la seconda prova “Godless”, stavolta però è la Deepsend Records a spalleggiarli.

Ciò che mi piace dell’atteggiamento di questi musicisti verso il genere risiede nel fatto che, pur rimanendo incollati a una natura death / thrash in bilico fra l’istintività del finire degli Anni Ottanta e la concretezza delle prestazioni targate inizio anni Novanta, abbiano optato per una scelta dietro al mixer al passo con i tempi. La produzione infatti non si può definire né lo-fi né rozza, eppure l’album emana evidentemente un’energia e una carica detonanti affini a quelle che ci entusiasmano da una vita grazie a nomi quali Possessed, Obituary, Gorefest, Deceased, Necrophobic e di sicuro tanti altri che vi verranno in mente durante l’ascolto.

La band è arrembante, infila una dietro l’altro una sequela di brani che possiedono sia l’adrenalina adatta a far scattare la molla sia la pesantezza schiacciante che ammorba l’aria con l’odore acre delle morte. C’è realmente di che cibarsi in questo “Godless”, iniziando dall’impetuosa “Snakes Of The Low” e passando poi di capitolo in capitolo attraverso “New Dawn”, “Pest Grave”, “Face The Enemy”, sino alla conclusione fornita da “Death Dance”, avrete modo d’incrociare riffing tremolanti, melodie che strizzano l’occhio al versante annerito di questo mondo e un utilizzo del wah wah in più di una circostanza dal sentore blues / death’n’roll che non dispiace. I Deus Otiosus insomma hanno una buona mano servita e giocano le loro carte in maniera convincente.

Se devo dirla tutta, trovo che quest’ultimo disco messo a confronto con il primo album sia più completo e maturo, inoltre la band rispetto a molti colleghi, anche ben più rodati e rinomati, ha trovato il modo di fornire una marcia in più alla proposta, esponendo con varietà e una più che discreta dose di attrattiva soluzioni anche stranote senza essere vittime dell’effetto stereotipo che spesso ti porta a distogliere l’attenzione nel tentativo di capire a chi appartenga l’idea originale.

Amate il sound della vecchia scuola? “Godless” fa per voi. Le formazioni citate nel testo sono da sempre fra i vostri ascolti abituali? “Godless” fa per voi (e sono due). Preferite ascoltare death metal, ma con una resa sonora che sia più moderna? Anche in questo caso sarete accontentati. In poche parole la frittata comunque la giriate rimane appetibile e di buon gusto, quindi lasciate perdere qualsiasi tentennamento e concedetevi un po’ di tempo in compagnia di questi danesi.

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