DEUS OTIOSUS – Murderer | Aristocrazia Webzine

DEUS OTIOSUS – Murderer

Informazioni
Gruppo: Deus Otiosus
Titolo: Murderer
Anno: 2010
Provenienza: Copenhagen, Danimarca
Etichetta: FDA Rekotz
Contatti: MyspaceFacebook
Autore: Bosj

Tracklist
1. I Have Seen Him Slay
2. Thousand Arms Of The Dead
3. Wall Of Violence
4. Ye Pigs Of Little Faith
5. Whore Limbs
6. No Life
7. Ash World
8. Murderer

DURATA: 41:12

DEUS OTIOSUS - Murderer Non sarò un massimo esperto di death underground danese, ma il caso dei Deus Otiosus può essere analizzato in maniera piuttosto schietta. Fin dall’iniziale, “spessa” “I Have Seen Him Slay” ci si accorge che i ragazzi, qui al loro primo full, ma già discretamente attivi nell’ultimo lustro, vivono di pane e death metal di fine anni ’80; di quello vecchio, grezzo e sporco, che ancora si commistiona con il thrash, e le cui chitarre sembrano vetusti trattori in grado di mietere qualsivoglia forma di vita sul loro cammino.
Continuando, le influenze si fanno sempre più chiare: gli assoli sembrano uscire dalle chitarre dei Desultory di “Into Eternity” (“Ash World”) e i riff da quelle dei Merciless di “The Treasure Within” o ancor più dai Morbid Angel quando ancora erano i Morbid Angel (“No Life”, decisamente il pezzo più riuscito del combo tanto da essere presente su questo “Murderer” nonostante si tratti di una composizione risalente a qualche anno fa già pubblicata e su un demo e su uno split, sembra un outtake da “Altars Of Madness”, anzi, sembra una rilettura di “Immortal Rites”).
Il lavoro si dispiega lungo tutti i suoi quaranta minuti abbondanti e piacevolezze death vecchio stampo si fanno largo nei canali uditivi; sembra davvero di essere tornati indietro di vent’anni, respirando atmosfere ormai racchiuse nei libri di storia del metal.
Arriviamo alla fine del platter, però, e c’è qualcosa che non va. Formalmente ineccepibile e gradevolmente amarcord, “Murderer” non riesce infatti ad imporsi abbastanza da concedere un successivo, intero ascolto di fila. Siamo alle solite: i ragazzi, per quanto rodati, svelano in buona parte le proprie origini. Tre dei cinque membri sono infatti nucleo pulsante anche degli Hideous Invasion, prima ancora già insieme in una cover band; con rispetto parlando per entrambe le formazioni e tutte le cover bands di questa Terra, ovviamente. Ciò che voglio dire è solo che i Danesi ancora non hanno sviluppato una propria completa personalità, ricadendo in soluzioni sì debitrici della scena che fu, ma che a volte si avvicinano un po’ troppo alle produzioni di nomi più illustri e datati.
Non c’è fretta, questa è solo la prima prova e il tempo e le competenze sono dalla loro parte, non c’è dubbio, ma per il salto di qualità bisogna armarsi di santa pazienza e lavorare di inventiva.
Allo stato attuale delle cose, “Murderer” potrà piacere ai fanatici old schoolers e a tutti coloro che sono in cerca di vecchi suoni in tempi moderni (e in questo senso, sono pregevoli il coraggio e la dedizione con cui i cinque si prodigano in una proposta che sicuramente oggi è dettata da pura passione e non certo da scelte commerciali); purtroppo a tutti gli altri difficilmente dirà qualcosa.