DEVASTATIÖN – Pussy Juice Blues

 
Gruppo: Devastatiön
Titolo: Pussy Juice Blues
Anno: 2015
Provenienza: Belgio
Etichetta: Battle Cat Productions
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TRACKLIST

  1. Storm Of Hate
  2. Set To Kill
  3. Pussy Juice Blues
  4. Pirate Trash
  5. Bored To Death
  6. Burnout In Your Face
  7. One Night In The Pig's Hole
  8. Rudolph, The Badass Reindeer
  9. Toiletface
  10. Who Stole My Beer
DURATA: 33:03
 

I thrasher incalliti collegheranno immediatamente al nome Devastation  la formazione statunitense proveniente da Corpus Christi, fautrice di tre album tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio dei Novanta ("Violent Termination" nel 1987, "Signs Of Life" nel 1989 e "Idolatry" nel 1991), anche se finora è esistita una infinità di band con questo nome. I Belgi che indossano questa identità — seppur usando la O con la dieresi su — oggi peccano di originalità, ma producono dischi che soddisfano le richieste proprio dei famelici fruitori dei suoni cari alla vecchi guardia.

L'originalità? Chi se ne frega! Del resto quando mettiamo nel lettore un album thrash è davvero ciò che cerchiamo? Adrenalina, riff taglienti, batteria che martella e voce affilata: noi desideriamo ascoltare questo. Il loro secondo lavoro "Pussy Juice Blues" conferma quanto di buono offerto col debutto "Leather Jack Maniac", regalandoci trentatré minuti pestati, veloci e indiavolati. È una prestazione che va a tutta Germania, nutrendosi costantemente di Kreator, Sodom, Destruction e Tankard: questi ultimi sono per lo più rintracciabili nell'attitudine caciarona e birraiola espressa dai testi e dalle brevi parti deliranti di parlato inserite in un paio di episodi ("Pussy Juice Blues" e "Who Stole My Beer"). Lo scapocciamento è invece continuo in pezzi come "Storm Of Hate", "Pirate Trash", "Bored To Death" e "Toiletface", adattissimi a fornire la base sulla quale far roteare la testa.

I Devastatiön sono un semplice e travolgente intrattenimento: il loro thrash è privo delle tossine moderne che annientano la natura primordiale di un mondo divenuto nel corso delle decadi vittima scolastico e plastificato in maniera assurda. Non troverete nessuna novità né fronzolo all'interno della proposta del gruppo, ma avrete modo di percepire la passione e l'energia che sono state riversate in una botta musicale da ascoltare doverosamente a volume elevato, creandovi così l'ennesima occasione nella quale ricevere gli attesi ringraziamenti da parte del vicinato. Thrash to death!

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