DEVASTATOR – Underground 'N' Roll

DEVASTATOR – Underground ‘N’ Roll

Informazioni
Gruppo: Devastator
Anno: 2009
Etichetta: K Records
Autore: Mourning

Tracklist
1. Sambafukka Orchestra
2. Here We Go
3. Satan Porno Dog
4. Cemetery Beach
5. No Scout? Yes, Party!
6. Desert
7. Dead Pride
8. Rotten Surf
9. A Very Famous Corpse
10. Underground ‘N’ Roll
11. Smash Metal Drink Beer
12. My Sweet Cardinal
13. I Hate Cover Bands
14. Metal J. Fox
15. Hypocrisy

DURATA: 30:03

DEVASTATOR - Underground 'N' Roll La band lucchese dei Devastator dopo due album dediti ad un thrash più accentuato decide di involvere il sound, già avete capito bene ma non verso lidi carichi di marciume e produzioni da quattro centesimi per risultare l’ennesima copia di qualche act conosciuto ai più nell’ambito estremo, al contrario infondendo alla loro base thrashy scariche di rock’n’roll e attitudine punk che rendono “Underground ‘N’ Roll” una fottuta scheggia impazzita per tutta la sua breve durata (appena 30 minuti per 15 brani).
La formazione è ormai cosciente dei propri mezzi e si diverte nell’esprimere la voglia di party con canzoni, brevi, veloci, ficcanti che regalano un sano sbattimento alcolico.
Come si può rimanere fermi ascoltando una “No Scout? Yes Party”, “Rotten Surf”, “Smash Metal Drink Beer” ed una “I Hate Coverbands” che mi auguro diventi un inno nazionale visto il numero inutile di gente che si diletta per sport a massacrare dischi?
Se è vero che gli opposti s’attraggono la regola vale anche per certi brani dato che “Here We Go” è la parte metallica incazzata e “Cemetary Beach” quella più punk del lotto sembra quasi abbiano creato due gemelli separati alla nascita e cresciuti in realtà totalmente contrarie.
Avere molteplici influenze e saperle sfruttare riuscendo a comporre un disco realmente piacevole non è da tutti va quindi fatto un plauso ai ragazzi.
Le prove dei singoli mettono ancor più a fuoco la maturazione avvenuta, il batterista è dinamico, presente, si destreggia bene nei cambi di tempo e di stile, la chitarra passa dal thrash al punk, al surf ed è un piacere ascoltare tanta carne al fuoco ben cucinata e condita con degli assoli semplici ma efficaci.
Dietro al microfono Rob interpreta al meglio la sua parte visto che non si parla di fare l’incazzato urlatore o trovare linee vocali arzigogolate, sarebbe stato inutile, lo stile diretto, sparato/spontaneo è stata sicuramente la miglior soluzione si accosta allo stile genuino dei brani e se qualcuno aveva dei dubbi su di loro “Underground ‘N’ Roll” li spazzerà via dopo un paio di on air, volete far festa e ascoltare un disco di qualità?
I Devastator sono ciò che fa per voi.

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