DEVILISH IMPRESSIONS – Simulacra

DEVILISH IMPRESSIONS – Simulacra

 
Gruppo: Devilish Impressions
Titolo:  Simulacra
Anno: 2012
Provenienza:  Polonia
Etichetta: Lifeforce Records
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TRACKLIST

  1. Icaros
  2. Legion of Chaos
  3. Lilith
  4. Fear No Gods!
  5. The Scream Of The Lambs
  6. Spiritual Blackout
  7. Vi Veri Vniversum Vivus Vici
  8. The Last Farewell
  9. Solitude
  10. Prince Of The East [traccia bonus]
DURATA: 47:17
 

La Polonia produce una gran mole di band estreme, il problema è che a conti fatti molte rimangono nel sottosuolo, altre splittano dopo un disco e la maggior parte purtroppo risulta essere una copia più o meno sbiadita dei grandi nomi quali BehemothVader e Decapitated, trappola purtroppo nella quale sono caduti in tanti, compresi gli Hate che adesso sembrano una cover band di bassa qualità della formazione di Nergal.

I Devilish Impressions sono una di quelle realtà che, pur avendo assimilato molti aspetti delle linee guida fornite da monicker più altisonanti, non è stata totalmente risucchiata, la line up che vede al suo interno personaggi attivi ormai da tempo quali Quazarre (membro di Asgaard e Crionics, entrambe compagini conosciute ai più nell'ambito black seppur dal diverso aspetto, la prima più doom oriented, la seconda puntante sul melodico) e Icanraz (batterista anch'egli negli Asgaard, fondatore dei sottovalutatissimi Abused Majesty ed ex dei Christ Agony con il quale registrò "Condemnation", disco del ritorno al nome originale dopo la breve parentesi Union) si presenta con il terzo capitolo "Simulacra" che coniuga tutto ciò che ci si attende da un prodotto di stampo mitteleuropeo: impatto, melodie, sinfonia e drammaticità, attingendo da un panorama ampio e riconoscibile, a voi decifrare quali siano i punti di riferimento non poi così difficili da cogliere.

Il disco si presenta contenente nove tracce dotate di una produzione pulita, potente, chiara, devota a portare a galla ogni singolo aspetto della prestazione strumentale e a valorizzare la prova cantata di Quazarre, diviso fra il più classico scream e aperture emotive in pulito che sembrano tirar in causa le lande svedesi, si veda ad esempio ciò che avviene nell'opener "Icaros" in cui in mezzo alla dirompenza di cadenze massicce si aprono spiragli evocativi inattesi e discorso similare si potrebbe fare per in "Fear No Gods!". Maggiormente cadenzate e atmosfericamente più nere si stagliano "Legion Of Chaos" e "Lilith".

Il lavoro di supporto dei synth è fondamentale per aumentarne il carico ambientale, è però vero che i Devilish Impressions sanno anche sferrare dei colpi decisi senza menare troppo il can per l'aia, pezzi come "The Scream Of Lambs" e "Vi Veri Vniversum Vivus Veci" con la sue ritmiche non veloci ma prestanti segnano il passo con decisione, lasciando poi il passo a "The Last Farewell" dai toni più epici e che mi ha condotto per più di una semplice sensazione in zona norvegese, oltre i riferimenti a Emperor e Dimmu Borgir disseminati in scaletta, questa traccia ha una similarità con l'impostazione della voce pulita di Lazare (Lars Nedland) nel progetto Age Of Silence che enfatizza ancora una volta il fattore emotivo, portato poi a conclusione dallo strumentale "Solitude".

Apparizioni guest che arrichiscono il tutto: ai sintetizzatori troviamo Peter "Lestath" Leszczynski (METransmissionAL) e Wojciech "Flumen" Kostrzewa (Asgaard), l'assolo di "Vi Veri Vniversum Vivus Vici" è interpretato da Jacek Grecki (Lost Soul) e le chitarre acustiche di "Lilith And Solitude" sono eseguite da Roman Bereznicki (Lecter); una schiera di citazione letterarie che pescano da una schiera di illuminati non di poco conto (Charles Baudelaire, Oscar Wilde, Dante Alighieri, William Blake, Lord George Gordon Byron, Edgar Allan Poe, Henry Wadsworth Longfellow, Christopher Marlowe, Johann Wolfgang von Goethe) e la produzione classicamente made in Poland degli Hertz Studio fanno da cornice a un "Simulacra" che consiglio vivamente d'ascoltare a coloro che si dilettano con musica che goda sia del passato, per quanto concerne le influenze novantiane, sia dell'odierno modo di operare dietro il mixer, sarà più facile entrarvi in contatto. Per gli old schooler invece la prova potrebbe risultare più ardua, un po' per i molteplici rimandi a formazioni non proprio amate e un po' per la pulizia che avvolge alle volte con sin troppa evidenza il disco, in entrambi i casi tentar non nuoce.

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