DEVOLVED – Oblivion | Aristocrazia Webzine

DEVOLVED – Oblivion

Informazioni
Gruppo: Devolved
Titolo: Oblivion
Anno: 2011
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Unique Leader Records
Contatti: www.myspace.com/devolvedmetal
Autore: Mourning

Tracklist
1. Existential Crisis
2. Into Fire
3. Awakening
4. World In Denial
5. Virus
6. Wretched Eyes Of God
7. Transcendence
8. From The Ashes
9. Legions Rise
10. Divinity
11. Disciple (Slayer cover)

DURATA: 51:14

I californiani Devolved non sono nuovi nella scena tech-death, la formazione nata nel 1996 si è però presa un bel po’ di pausa prima di tornare in piena attività tanto che, dopo aver rilasciato i primi due album “Technologies” (2001) e “Calculated” (2004), quest’ultimo ristampato recentemente, ha atteso ben sette anni e un contratto con la Unique Leader per dare alla luce il terzo tassello della discografia, “Oblivion”.
La proposta si è modernizzata, la vena progressiva e quella melodica trovano una maggior incidenza all’interno degli assalti frequentemente serrati e dal gusto “robotico”, le aperture in clean vocals contenute in “Into The Fire” rappresentano la novità per quanto concerne il settore delle soluzioni catchy, sinora non erano ancora state inserite nel loro repertorio; il brano risulta piacevole e l’accessibilità della musica prodotta rimane uno dei punti forti del songwriting di casa Devolved.
Pur presentando questa ennesima forma d’alleggerimento (o presunto tale) sonoro, canzoni quali “Awakening”, “World Denial”, “Transcendence” e “Legions Rise” dimostrano chiaramente che con un pizzico d’intelligenza nel mettere insieme tutte le componenti si può evitare il classico polpettone che scade o in una riproposizione totalmente anonima del genere, o nel “popular” più squallido fatto passare per innesto innovativo.
“Oblivion” anche nei momenti dolciastri mantiene di base la sua pesantezza, le basi risulteranno a molti derivative (ed è vero), i nomi che vi circoleranno in testa saranno molteplici e non senza un motivo, così come probabilmente la cover di “Disciple” degli Slayer non è tra le scelte più indovinate per quanto si lasci ascoltare senza problemi. Di sicuro questi ragazzi hanno una passione per il thrash, visto che già in passato si erano cimentati anche in una riproposizione di “Battery” dei Metallica.
Tecnica, discreto equilibrio fra le varianti che determinano il “peso” dell’album e una prestazione complessiva per nulla male fanno di “Oblivion” un platter che, pur non spostando di una virgola l’asticella qualitativa di un genere che cerca sempre di andare oltre razzolando spesso male, si fa apprezzare per la semplicità con cui impatta il nostro orecchio.
Consigliato per lo più agli amanti del technical, se però gli ambiti melodici dell’estremo in genere dovessero essere fra i vostri ascolti abituali, un passaggio nello stereo a quest’ultimo Devolved lo concederei, chissà che non vi sorprenda.