DHARMA STORM – Not An Abyss Prey

 
Gruppo: Dharma Storm
Titolo: Not An Abyss Prey
Anno: 2017
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Immortal Crew
  2. Night Of The Burning Skulls
  3. Blackout
  4. Trail Of Tears
  5. Across The Line Of Time
  6. Emerged
  7. The Possessed One
  8. God Is Gone
  9. Live Together… Die Alone
  10. Jolly Roger
DURATA: 01:04:23
 

Formatisi nel 2009 a Ladispoli, comune di Roma, i Dharma Storm ci propongono un symphonic metal melodico con richiami all'heavy, al folk e al progressive. Questi elementi risaltano a tempi alterni nel primo album del quintetto, "Not An Abyss Prey", di cui sto per parlarvi. Sono ben dieci i brani che compongono questo lavoro, e tra questi ritroviamo anche tutte le canzoni facenti parte dell'EP "Mind's Storm", rilasciato nel 2014.

Sono due le cose positive che si possono constatare, ascoltando la prima traccia, "Immortal Crew": la voglia di fare della band e una voce creativa. Risaltano, allo stesso modo, anche altre componenti meno gradevoli: una produzione non esaltante che va a inficiare il cantato, e il timbro generalmente anonimo che contraddistingue lo stesso uomo dietro al microfono, il quale — se non altro — riesce a compensare con grinta e linee melodiche che non dispiacciono.

Il disco passa da brani energici come "Night Of The Burning Skulls", forte di un'aura di orrore con tanto di intermezzi che richiamano Dario Argento, a canzoni dalla struttura variegata e coinvolgente come "Blackout", o l'incisiva "Emerged", aperta da un bel riffone a cui si accoda la tastiera, creando un piacevole tappeto. L'apporto fornito dal tastierista Dario La Montagna è davvero grande, non risparmiandosi assolutamente e creando melodie dai rimandi ora orchestrali, ora d'orrore, ora delicati. Suo è anche gran parte dell'operato di "Live Together… Die Alone", strumentale dove è protagonista assieme all'attivissimo chitarrista Daniele Castagna, in una scorrevole suite di ben dieci minuti.

Ciò che abbiamo tra le mani, insomma, è un lavoro portato avanti con passione, fatto di spunti e idee interessanti eppure che abbisognano, generalmente, ancora di una maggiore esperienza per essere sfruttati al meglio. La partenza della scaletta è buona, sebbene non proponga nulla di nuovo e contenga i brani meno incisivi rispetto ad altri (come, ad esempio, la ballata "God Is Gone", non particolarmente memorabile); inoltre sono presenti alcuni bei momenti che potrebbero necessitare di più di un ascolto per essere assimilati. Il cantato è, attualmente, un punto debole: il mio consiglio è di trovare un modo per valorizzarlo come merita, poiché, come già detto, le idee ci sono anche in questo ambito.

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