DIE – Rise Of The Rotten

 
Gruppo: Die
Titolo: Rise Of The Rotten
Anno: 2010
Provenienza: Danimarca
Etichetta: Unique Leader Records
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TRACKLIST

  1. Executionroom
  2. Soul Scavenger
  3. Soil Became Flesh
  4. Dead Flesh Makeover
  5. Dread Lord
  6. Mors Et Sanguis
  7. Rise Of The Rotten
  8. Vindictive
  9. Gore Monger
DURATA: 36:48
 

L'etichetta Unique Leader sforna prodotti che riescono ad accontentare per fortuna più fasce di ascoltatori, seppur si rimanga sempre relegati all'ambito death-brutal. Se l'area ipertecnica è ormai stra-affollata di cloni su cloni che producono dischi fotocopia senza ritegno alcuno, per fortuna escono anche sani lavori di death metal più diretti e meno costruiti, in possesso ancora di quell'attitudine violenta e non forzatamente incasellata del genere "giochiamo ai piccoli Malmsteen versione brutallara".

I danesi Die debuttano con "Rise Of The Rotten" e lo fanno dandoci in pasto un album che pur vivendo di un suono moderno e di una pulizia più che discreta mantiene viva la primordiale e ferale crudeltà dello stile. Assalti indiavolati nella tradizione di gente come Malevolent Creation misti alla tecnica dei Suffocation sono riscontrabili in un lavoro che vanta brani di tutto rispetto quali "Soul Scavenger" e "Rise Of The Rotten", che ben si prestano a richiamare le due caratteristiche citate. Essi sono coadiuvati da altri che s'infervorano, aggiungendo porzioni di groove massicce, si vedano "Soil Became Flesh" e la conclusiva "Gore Monger", che racchiudono l'essenza di un'uscita pronta a spararvi in faccia senza pensarci troppo su.

Il riffato è quello che piace agli amanti del genere, il cantato pungente di Søren Teddy è una delle carte migliori poste sul tavolo dai Die e le basi "terremotanti" — per quanto alle volte tendano a una sorta di omogeneità (cosa che ci può anche stare) — rappresentano le tracce per ciò che sono. Il vero unico punto interrogativo è la solistica di Tajs Kolman: il chitarrista s'inserisce con assoli melodici che non sempre si addicono all'espressione cattiva e ficcante della proposta, pur essendo ben eseguiti l'incastro in alcune sezioni risulta essere alquanto artificioso.

Tue Madsen, all'opera ormai non so più con quale moltitudine di formazioni, ha svolto svolto il lavoro dietro il mixer, riuscendo a evitare la cellofanatura sin troppo ripetuta e conosciuta in cui ci s'imbatte da un paio d'anni a questa parte, dando invece pieno sostegno alle sonorità martellanti dei ragazzi.

In conclusione, "Rise Of The Rotten" è un disco solido, un bel mattone pronto a confrontarsi con il vostro volto facendovi del male. Non è nulla d'innovativo, una base promettente che fa sperare in una prossima conferma o eventuale passo in avanti in futuro. Se state cercando del buon death metal, qui lo troverete.

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