DILUVE – What The Hell?!

DILUVE – What The Hell?!

Informazioni
Gruppo: Diluve
Titolo: What The Hell?!
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: facebook.com/diluveofficial
Autore: Mourning

Tracklist
1. The King’s Rising
2. Storm Attacks
3. Victim Of Venereal
4. I Got All
5. Heavy Machine Gun
6. Fatechild
7. A Sign From Above
8. What The Hell?!
9. Scarecrows, Guardians Of Hellfields

DURATA: 36:24

Leggo in giro sempre molte critiche a dischi che non inventano nulla e poi la gente chissà come mai corre a comprare l’ultimo dei Metallica o degli Iron Maiden, contraddizione naturale? Direi di sì.
Per un buon album non è solo la cosiddetta “innovazione” — peraltro ormai quasi fuori dal gioco — a fare la differenza, anche un insieme di cliché se utilizzati nella maniera più corretta e supportati da un minimo di personalità da parte della band possono divenire armi importanti per aprirsi un varco fra la miriade di ascolti prodotti ogni giorno.
I toscani Diluve e il loro debutto “What The Hell?!” rientrano a tutti gli effetti nel settore dei gruppi e delle uscite discografiche che pedissequamente hanno preso ispirazione dai numi tutelari del mondo metal: Metallica, Helloween, Anthrax e Iron Maiden sono palesemente presenti nell’animo e nello sviluppo strumentale e vocale dei vari brani.
La scaletta del lavoro contiene più di un episodio capace di riscuotere interesse, abbiamo pezzi thrashy veloci e compatti come “Storm Attacks” e “Heavy Machine Gun”, e canzoni classicamente orientate sul versante heavy quali “Victim Of Venereal”, “I Got All” e “Fatechild”; tutti questi confermano quanto formalmente la prova sia davvero ben fatta.
Quello che la tiene però una spanna e più distante dalla mediocrità del “sei” canonico è il modo in cui il quartetto utilizza le melodie e gioca con le influenze, queste ultime non divengono infatti dominanti, ma risultano assorbite e rilasciate attraverso una sensazione di divertimento, in qualche caso quasi scanzonato, tanta energia e voglia di fare, concentrati soprattutto nell’aspetto strumentale accattivante e tecnicamente valido.
Il cantato invece mostra un paio di carenze, non tanto l’impostazione che non dispiace affatto, quanto i ritornelli che non convincono granché; prendete ad esempio “A Sign From Above” e “Scarecrows, Guardians Of Hellfields”, sembra filare tutto liscio sino al “chorus” che le priva di parte del mordente.
Si tratta comunque di una compagine che sta ancora muovendo i primi passi che contano e avrà quindi tutto il tempo per correggere e apportare migliorie al proprio modo di comporre.
La produzione è pulita, chiara e si presta benissimo a rendere l’idea della passione che i Diluve hanno riversato in “What The Hell?!”.
Le basi sono state piazzate, l’ostacolo iniziale è stato superato con discreto slancio, in futuro potrebbero rivelarsi una gradita sorpresa più di quanto non lo siano già adesso, sono decisamente da tenere d’occhio.

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