DISDAINED – Kill My Only Enemy

Informazioni
Gruppo: Disdained
Titolo: Kill My Only Enemy
Anno: 2011
Provenienza: Svezia
Etichetta: Rambo
Contatti: myspace.com/disdainedmetal
Autore: Mourning

Tracklist
1. Prelude To A Dream
2. Eternal Night
3. Longing For Serenity
4. Kill My Only Enemy
5. Numb
6. Two Pages
7. I Live For Your Pain
8. Redemption
9. Trust
10. Dreams Never Come True
11. The End

DURATA: 48:44

DISDAINED - Kill My Only Enemy Gli svedesi Disdained si collocano a pieno titolo nel mondo del female-fronted gothic metal, ora potrebbero già iniziare i soliti commenti del tipo: “che rottura di palle”, “basta con queste ragazzette scosciate” etc… etc…, nella maggior parte dei casi mi troverei totalmente d’accordo, anche perché è evidente che il termine “gothic” abbia intrapreso un percorso che ha portato un decadimento culturale notevole, oltre ad aver reso il genere una sorta di “pop” a servizio di chiunque. Una vera e propria bestemmia per chi pensava che l’aura e l’emozioni dello stile dovessero avvantaggiare in primis una forte riflessività e introspezione, entrambe andate a puttane nel corso degli anni a meno che non si punti ad ascolti del filone più estremo.
Il combo svedese, pur non privandosi della componente catchy e mostrando un’affinità heavy/power particolarmente piacevole ma ben lontana dal pacchianissimo stile Nightwish, sfrutta il cantato pulito e a tratti aggressivo di Therèse e il riffato articolato in maniera interessante dal duo d’asce composto da Johan Hartman e Nikhlas Dahlin (ex Insania), capace di spingere anche con decisione appesantendosi, si veda la titletrack che se non fosse così allentata potrebbe far pensare a rimandi Scar Simmetry.
Pregno d’emozione e sentore evocativo prorompente si eleva sugli altri il pezzo principe del disco, “Numb”, una prova superlativa sotto tutti i punti di vista: le dinamiche di batteria offerte da Johan Persson, pesanti e con una cadenza robusta, l’inasprimento vocale e la teatralità con la quale Therése interpreta la canzone facendo fuoriuscire anche la sua parte più ruvida nella fase centrale, accompagnata da un nevrotico lavoro di cassa. Il contraltare potrebbe essere rappresentato dalla delicatezza andante di una “Longing For Serenity”.
“Kill My Only Enemy” è un prodotto curato, interessante per il suo distaccarsi dai toni “happy” e da classifica che sempre più incrociano le nostre orecchie, mi vengono in mente nomi quali Nemesea e Delain, gradevoli, un “on air” che ti fa passare anche una discreta mezzora con un connubio di pop e metal ma che messo a confronto con la prestazione dei Disdained, pur se inserito nello stesso ambito, viene drasticamente raso al suolo dalla compattezza, dalle prese di posizioni più prestanti e da una discreta dose di personalità, qualità che giocano tutte a favore degli svedesi.
La produzione è ciò che ci si attende per un lavoro simile, pulita come e quanto basta, un occhio di riguardo va alla presenza del basso di Tomas Stolt (anch’esso ex Insania) perfettamente intellegibile nello svolgersi dei brani.
I Disdained possiedono le doti per farsi apprezzare soprattutto dagli appassionati fruitore del filone female fronted, non è detto però che sia un’esclusiva di tali ascoltatori, la loro capacità di creare buone melodie e ritornelli di piglio sì ma non eccessivamente e drasticamente melensi potrebbe attirare anche i desiderosi di uscire per una volta dalla schiera di dischi estremi abitualmente fatti girare nello stereo, concedendosi una pausa pur senza sconfinare al di fuori dell’ambito metal.
Per l’ennesima volta posso affermare: buona la prima.

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