DISFIGURED DEAD – Visions Of Death

DISFIGURED DEAD – Visions Of Death

Informazioni
Gruppo: Disfigured Dead
Anno: 2010
Etichetta: Hells Headbangers
Autore: Mourning

Tracklist
1.Beyond The Darkness
2.The Gates Of Hell
3.Screamatorium
4.Mentally Mutilated
5.Welcome To The Morgue
6.The Act Of An Unsound Mind
7.Dead But Walking
8.Trapped Beetween Worlds
9.Vision Of Death
10.They Hear Your Heart Beating
11.Possessed Dead
12.Eternally Entombed

DURATA: 50:48

Un salto nel passato? Siamo ancora sul finire anni ottanta inizio novanta? Queste sono le prime domande che uno si pone inserendo il disco dei Disfigured Dead nel lettore.
“Visions Of Death” album di debutto del combo di New York è figlio del malsano che dominava la scena death metal, act come Autopsy, Repulsion, i Death dell’immortale “Scream Bloody Gore” e i Grave di “Into The Grave” echeggiano violenti nelle note dei vari brani.
Ripercorrono quella strada lastricata di groove marcescente “The Gates Of Hell”, liriche da osannare “Screamatorium”, attitudine e una musicalità devastantemente thrashy che marca ancor di più il legame, l’old style che si radica in tutte le canzoni prepotentemente.
Scegliete uno qualsiasi degli episodi e potrete sbizzarrirvi indovinando da chi e perchè abbiano preso, il lavoro è piacevole, le tracce si lasciano ascoltare, sia una “The Act Of Unsound Mind”, “Trapped Beetweens The World” o “Possessed Dead” in quell’attimo on air, chi è innamorato di quel periodo non avrà problemi a farle proprie ed esaltarsi con una birra d’accompagnamento al fianco.
Il riffing alla lunga risulta ripetitivo come le scelte sui cambi o i vari rallentamenti.
Purtroppo il peso del già sentito, di una certa omogeneità delle canzoni e di un mercato totalmente inflazionato ormai da uscite continue e non sempre meritevoli d’attenzione potrebbe creare un fattore monotonia.
C’è da dire che ascoltando “Visions Of Death”, la sua genuinità di fondo sembra far intravedere tre ragazzi che si divertono e compongono per il gusto di suonare ciò che piace loro, punto che ritengo fondamentale per le release di questo tipo soprattutto per chi si cimenta in un debut come formazione nascente e non può usare la cosidetta scappatoia del mestierato.
Tirando le somme ci troviamo fra le mani un album consigliabile esclusivamente agli affamati di old school, se avete pretese diverse o sperate in virate moderne, avete proprio sbagliato band.

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