DISPERSED ASHES – The Nature Of Things

Informazioni
Gruppo: Dispersed Ashes
Titolo: The Nature Of Things
Anno: 2012
Provenienza: Germania
Etichetta: Rain Without End Records
Contatti: facebook.com/pages/Dispersed-Ashes/104715354481
Autore: Mourning

Tracklist
1. I Cried At The Sun
2. On The Nature Of Things
3. Burnt Over
4. With What’s Left Of The Night
5. Promise Me
6. To Create Death’s Memory

DURATA: 56:15

Dispersed Ashes è il nome del progetto solista dell’artista Mark Thompson, non è una formazione nuova ad Aristocrazia, il sottoscritto infatti l’aveva già incrociata al tempo del debutto “An Arithmetic Of Souls” e si ritrova adesso fra le mani il nuovo lavoro “The Nature Of Things”. La formula coerente con cui Mark si ripresenta al mio orecchio è costituita di base da due fattori, A) il rispetto assoluto per la semplicità e l’elementare svolgimento delle trame compositive; B) uno sviluppo che abbina con criterio atmosfere intense di stampo funeral doom a momenti di placida tranquillità naturalistica.

Le sei tracce contenute nell’album si espandono trascinando con sé una tristezza e una solitudine infinite e divengono dilanianti nel prolungarsi dell’avventura, con una cadenza ritmica allentatissima e chitarre che delicate e intrise di malinconia segnano il passo oppure irruente e costantemente dilatate permettono di venire a contatto con l’animo grigio scuro che la monotonia andante dei pezzi monta di passo in passo. Sì, la connessione con la realtà imprigionata in questa gabbia di sensazioni tormentate dalla sofferenza e da una forte negatività dissestante non si stabilisce in maniera così diretta e spontanea: si deve percepire il bisogno di inabissarsi totalmente in canzoni come “With What’s Left Of The Night” e “To Create Death’s Memory”; si deve sperare di ricevere quel lieve sentore di sollievo offerto dagli attimi in cui il manto cinereo si affievolisce, facendo trasparire colorazioni perlacee, ascoltando “Burnt Over” troverete delle brevi pause ristoratrici da “quell’insabbiarsi” che sembra non finire mai. Le note di piano rappresentano una carezza melancolica che non si ripeterà successivamente, a meno che non vogliate tenere in considerazione le sezione melodica contenuta in “Promise Me”, la quale — per quanto poca cosa — riesce quantomeno a districarsi all’interno di una proposta che erge a virtù la lentezza e l’avanzare appiattito ma prestante.

Come avveniva in “Arithmetic Of Souls”, in “The Nature Of Things” non vi è una traccia regina, è un monolite che marcia compatto, una via che deve essere percorsa senza fermarsi né guardarsi alle spalle, un inoltrarsi spinti dalla voce di Thompson, al quale sembra non interessare l’aumento dell’espressività del contesto, bensì accrescere ancora il senso di oppressione. Alle volte sembra di essere bloccati in un antro oscuro, dove anche il solo “rimbombare” di una goccia d’acqua sulla roccia può causare tremore. Lo ripeto: è solitudine ciò che ne viene fuori, estrema solitudine.

I Dispersed Ashes non sono adatti a chiunque, l’abilità di Mark nel dare vita a una serie di composizioni dinamiche quanto basta e fornite delle dotazioni di base per accogliere a sé i consensi dei patiti, per non dire sfegatatissimi, fruitori del mondo “funereo” lo rendono particolarmente appetibile a questa precisa categoria d’ascoltatori. Il suo non strafare mai e la volontà di rimanere volutamente incatenato a costruzioni così scarne ed efficaci lo fanno diventare a tratti impenetrabile, è ovvio però che se masticate con gusto il doom in genere potreste almeno provare a far vostre le emozioni presenti in “The Nature Of Things”, trovereste in più di una circostanza soluzioni affascinanti e che il vostro orecchio gradirebbe di certo. Prima di rinunciare all’approccio con questo disco quindi tentate di dedicargli il tempo che merita.

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