DISSOLUTION – Plague Of Violence

 
Gruppo: Dissolution
Titolo:  Plague Of Violence
Anno: 2010
Provenienza:   Nuova Zelanda
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Thrash Hammer
  2. Two Fires
  3. Plague Of Violence
  4. Winters Dawn
  5. Evil Belle
  6. Necrowitch
  7. Vermin Song
  8. Bi Polar
  9. The Purging
DURATA: 44:32
 

I Dissolution vengono dalla Nuova Zelanda e sono attivi dal 2006. La loro passione è il thrash, quello old school, marcio, incazzato e privo di riguardo alcuno verso la modernità e le scelte sonore di tipo delicato. Nella loro musica troverete quindi riferimenti a Kreator, Destruction e a qualcosa degli Exodus, mentre gli unici punti in cui la melodia spunta potrete ricollegarla ai Death, cosa che non dispiace assolutamente.

Il primo album "Plague Of Violence" contiene quasi quarantacinque minuti scanditi in maniera battente e senza mezzi termini, non vi aspettate innovazioni, perché non ne troverete. Il riffato si rifà agli anni sanguigni dello stile, oltre è difficile poter andare con la mente. Già dall'apertura affidata a "Thrash Hammer" le influenze risultano palesi ed esplicative delle movenze che l'album acquisterà con le tracce a seguire. Siano infatti "Two Fires", Plague Of Violece", "Necrowitch" o l'accoppiata conclusiva composta da "Bi Polar" e "The Purging" a venirvi incontro, quello che affronterete sarà conosciuto quanto apprezzabile per il modo in cui viene presentato ed eseguito.

La formazione si cala perfettamente nell'atmosfera di quel periodo e il disco pesta e colpisce fottuttamente. La chiave di volta risiede nel lavoro delle chitarre curato da Jake Skinner e Courtney Marr incalzante, impulsivo e frenetico anche negli assoli, tanto da creare una discreta scarica adrenalinica. A questo aggiungete la voce di Brett McKersey (anche al basso) che gratta, alle volte rimembrando il Petrozza dei tempi che furono e basi che danno la spinta, mantenendosi sulla linea delle dinamiche in stile anni Ottanta e avrete in pratica un revival fatto come si deve.

La personalità è latente o quasi, i richiami sono talmente tanti e netti che è difficile non notarli, su quello ci si potrà lavorare in futuro (sempre che lo si voglia), impossibile comunque non gradire una riproposizione di quello che è il thrash di una volta messa in piedi che non presenta quella solita impalcatura produttiva a cui manca solo il numero di serie. Diciamocelo: c'è troppa gente che sembra "fotocopiarsi" i suoni.

I Dissolution e "Plague Of Violence" sono quindi un gentile omaggio al popolo della vecchia guardia, perciò se la testa vi dice che "moderno è bello", allora potete anche evitarvelo, poiché non ne comprendereste il valore.

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