DISTILLING PAIN – Irrational Statements

 
Gruppo: Distilling Pain
Titolo: Irrational Statements
Anno: 2010
Provenienza: Spagna
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Weapons Of Self-Destruction
  2. Above The Drying Rain
  3. Mistress Of Hatred
  4. Shhh…Out!!!
  5. Endless Silence I Crave
  6. For Nameless Days To Come
  7. Within The Throne Of Despair
  8. Random Streaks Of Consciousness
  9. Legacy Of Delusion
  10. Defaith
DURATA: 45:11
 

I galiziani Distilling Pain mi sono giunti all'orecchio per caso: stavo visitando il sito della Xtreem Music di Dave Rotten e ne ho visto il lavoro, poi mi sono fatto un giro sui classici canali d'uso quotidiano (Facebook e Youtube) e successivamente li ho contattati per entrare in possesso sia del debutto "Irrational Statements" (2010) che del secondo album "The Silent Collapse" (2014), ma di quest'ultimo leggerete la recensione in una prossima occasione.

Gli iberici hanno ben poco di mediterraneo e caldo, la musica con la quale si cimentano prende notevolmente spunto dal panorama scandinavo, prediligendo quello svedese. Si tratta di death-black metal melodico e a tratti progressivo alimentato dai Dissection e dalla prima natura del suono proveniente dalle creature di Göteborg (Dark Tranquillity e In Flames), mentre il ruolo di influenza oltreoceanica dei Death di Schuldiner è una presenza meno vistosa all'interno delle tracce, tuttavia riscontrabile in più circostanze.

I musicisti di Santiago di Compostela hanno un approccio classico ai suoni, dalla matrice decisamente devota agli anni Novanta, tanto da consegnare brani che risultano essere all'udito piacevolmente vecchi, sia per quanto concerne l'aspetto più tagliente e melodico che per quanto riguarda le aperture acustiche e l'impostazione leggermente progressiva del riffato e dell'operato della batteria. Questa sensazione è percettibile sin dall'ingresso di "Weapons Of Self-Destruction", ma non trascina con sé dei veri e propri strascichi negativi.

"Irrational Statements" è un fiume che si agita e quieta con discreta disinvoltura e pezzi come "Above The Drying Rain", il più complesso "Mistress Of Hatred" (nel quale si amalgamano meglio le varie correnti stilistiche in uso) e il trio conclusivo composto da "Random Streaks Of Consciousness", "Legacy Of Delusion" e "Defaith" ne sono dimostrazione. È un disco dotato di una prestazione di buona caratura: a livello strumentale spicca soprattutto il lavoro svolto in chiave di riffato dalle chitarre di Alberto "Tuco" Veiga e Xabi Alonso, che comunque non disdegnano la digressione in campo solistico; a livello vocale invece Yova Turnes offre una prova growl-scream mai esasperata e più che sufficiente nell'adattarsi in corsa al brano.

La produzione realizzata presso i Treboada Estudios di Paco Liano (Machetazo, Dishammer, Nashgul e Banished From Inferno) avrebbe forse potuto essere un po' più pulita ed equilibrata. Alle volte infatti Turnes sembra finire quasi inghiottito dal resto, ma nel complesso riesce a reggere la situazione, mentre è stato ben curato l'aspetto grafico che riprende parte di un'opera del pittore compostelano Javier Ávila.

I Distilling Pain erano partiti col piede giusto, ma al tempo l'autoproduzione e la poca pubblicità fatta all'uscita non hanno sicuramente giovato per farli risaltare, "Irrational Statements" è quindi passato in sordina. Se ciò che li ha influenzati e il genere in sé fossero di vostro gradimento, nell'attesa della pubblicazione del nostro secondo testo, potreste iniziare ad ascoltarli e chissà che non vi prendano bene da subito. In fondo si sa che da cosa nasce cosa…

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