DISTURBIA – Anomalies – Aristocrazia Webzine

DISTURBIA – Anomalies

 
Gruppo: Disturbia
Titolo: Anomalies
Anno: 2017
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. The Alien Within
  2. Criminal
  3. Paradox
  4. Wrong Or Not
  5. The Guilt
DURATA: 23:22
 

Dal fermento della scena campana odierna emerge sgomitando — con non poca veemenza, per non dire anche con una certa scostumatezza — un trio il cui nome potrebbe non suonarvi nuovo, se siete assidui lettori di questa webzine, o se — piuttosto — state tenendo d'occhio le uscite provenienti da questa regione. I Disturbia sono senza alcun dubbio una di quelle formazioni non ignorabili (anche perché se ci provate Libero vi mena) tanto per il potenziale distruttivo condensato nella musica quanto per le esibizioni esplosive. "Anomalies" è il loro EP di debutto.

Quando parlo di «EP di debutto», però, sbaglio (ovviamente): la band è attiva da ben più di un paio di anni e nell'ormai lontanissimo 2012 — «in a galaxy far, far away» — pubblicava un promo intitolato "Hypnotic Dimension". Quelli però erano altri tempi, la stessa formazione non era quella che appare oggi. Dopo qualche anno di stasi a causa dell'abbandono del cantante, i Disturbia rinascono con Libero alla voce, oltre che al basso, e la prima testimonianza di questa incarnazione è, appunto, "Anomalies".

I poco meno di venticinque minuti di anomalie sono più che sufficienti a far capire all'ascoltatore di cosa sono capaci questi tre giovinotti; o meglio, a non far capire. Uno spirito death metal dalla vena tecnica permea e infesta ogni anfratto dell'EP e, in questo senso, la traccia di apertura "The Alien Within" fa benissimo il proprio dovere. Le cose peggiorano con "Criminal", nella quale i primi accenni di squilibrio mentale affiorano, tra lo slap di Libero e le movenze un po' funk portate avanti da Alessandro alla batteria e Marco alla chitarra, per poi degenerare tra "Paradox" e "Wrong Or Not".

In queste ultime tracce, le influenze gojiriane si fanno sentire in maniera spropositata, rendendo il sound complessivo dei Disturbia massiccio e carico di groove. La chiusura, affidata a "The Guilt", infine, racchiude e fa da sunto a tutto il lavoro precedente: l'intro di slap/tapping viene seguito da una batteria incalzante; poi tutto si ferma, in una fase di apparente raccoglimento dal sapore quasi atmosferico, per ripartire in maniera martellante dopo poco.

Insomma, "Anomalies" risulta piacevole e interessante, tanto al decimo ascolto quanto al trentesimo, e ciò non può che giocare a favore della band. I Disturbia non sono affatto una realtà da sottovalutare: sulla breve distanza ci sanno decisamente fare, non scocciano, non stringono e non stressano; sapranno confermarsi anche sulla lunga? Noi ce lo auguriamo e, nell'attesa, ci riascoltiamo questo EP molto malato!