DIVULTION – The End Of Humanity

DIVULTION – The End Of Humanity

Informazioni
Gruppo: Divultion
Anno: 2011
Etichetta: More Hate / Goremageddon
Contatti: www.myspace.com/divultionband
Autore: Mourning

Tracklist
1. Beyond The Life
2. Dead Body Shredding
3. Worms Under Skin
4. End Of Humanity
5. Regeneration
6. Eat My Guts
7. Rotting
8. Grinded Bodles
9. Coda

DURATA: 31:31

DIVULTION - The End Of Humanity Gli ucraini Divultion entrano a far parte del mondo death con la prima uscita full “End Of Humanity” che segue il solo demo pubblicato nel 2008, “Demoralization”.
Il quartetto da un lato propone una miscela di brutal death abbastanza canonica con rimandi chiari a gente come Cannibal Corpse e Cryptopsy senza escludere lievi rimembranze Deicide, dall’altro per fortuna si distacca dalla corrente martellante a senso unico del “blasto in continuazione che fa figo”.
Non ci troviamo quindi all’orecchio un platter che sprizza originalità, percorre sentieri già battuti più volte riuscendo comunque a segnare punti in positivo sin dall’opener “Beyond The Life” a dimostrazione che la lezione è stata recepita e discretamente riprodotta.
E’ purtroppo reale la sensazione sin dalle prime battute che qualcosa non vada, la produzione infatti non aiuta particolarmente la release, le chitarre avrebbero bisogno di più spessore soprattutto quando decidono di andare in “groove on”, la poca sostanza del sound viene a galla, peccato perchè le idee di base nel riffing di brani quali “Dead Body Shredding”, “End Of Humanity”, “Eat My Guts” e “Rotting” sono più che piacevoli per un appassionato del genere e la prova del singer Alexander Martynov non è eccezionale ma in linea con quella di molti suoi colleghi, un po’ statica, mancano quelle variazioni caratteristiche che hanno fatto grandi George Fisher e Lord Worm (dei tempi che furono, il comeback meglio non chiamarlo in causa che mi vengono i brividi di freddo al solo pensiero).
I trenta minuti in compagnia di “End Of Humanity” volano via, il disco è livellato su una più che degna sufficienza, c’è bisogno di guardare avanti puntando a immettere un minimo della propria figura all’interno delle composizioni e sistemando l’aspetto produttivo, vero punto debole del platter, potranno non dico primeggiare ma vedersela almeno ad armi pari e dare qualche calcione a tanti che si cimentano nel genere con risultati ben più infimi.
Se siete appassionati incalliti dello stile e qualsiasi album esca fuori vi va d’ascoltarlo, non vedo perché dovreste privarvi del lavoro dei Divultion, in caso contrario se vi capitasse sott’occhio perché no, andarlo a cercare, non ne vedo l’esigenza.

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