DOMAIN – …From Oblivion…

Gruppo:Domain
Titolo:…From Oblivion…
Anno:1999
Ristampa:2019
Provenienza:Polonia
Etichetta:Old Temple
Contatti:Facebook  Youtube
TRACKLIST

    1. Whispered In The Dark
    2. Supernatural
    3. The Maklu Spell
    4. Sunless Domain
    5. Ritual Combat
    6. Asymetrical Megalith
    7. Deathmaker
    8. Fall into Decay
    9. Devilri
    10. The Enter
    11. Nar Mattaru
    12. Whispered In The Dark [remix]
DURATA:46:54

Il metal estremo non ci ha mai risparmiato storie di cause legali per la proprietà dei nomi delle band. Ancora fresco è lo scandalo dei Batushka che ha appestato i dibattiti proprio in questi mesi. Tra i vari contenziosi per il nome degli Entombed o quello dei Gorgoroth ad esempio, la situazione dei Domain non ci appare però più così particolare, pur avvenendo in epoca non sospetta — si parla di metà anni ’90 — e senza tutta quella copertura mediatica.

Paul Mazur era (ed è tuttora) la mente dei Pandemonium, una delle primissime formazioni death metal provenienti dalla Polonia. Dopo un paio di demo amatissime dai fan e l’album di debutto The Ancient Catatonia, il musicista polacco si vede scivolare tra le mani i diritti sul nome della sua creatura. Il secondo album dei Pandemonium, che si sarebbe dovuto chiamare proprio Domain,  finisce così per uscire con nome della band e titolo dell’album invertiti. Quella che nelle intenzioni sarebbe dovuta essere soltanto una soluzione momentanea è andata avanti più a lungo di quanto sperato, di conseguenza anche …From Oblivion… uscì sotto il nome di Domain.

La continuità tra le due band resta comunque assai evidente: si parla della stessa concezione del metal estremo primigenio, quello pesante, ossessivo e mai troppo veloce, che si attribuisce di norma a nomi seminali quali Celtic Frost e Samael. …From Oblivion… ha tutto il diritto di stare in mezzo ai vari Into The Pandemonium e Ceremony Of The Opposites, in quanto ne condivide sia lo stile sia la mentalità. La musica dei Domain mantiene il suo peculiare sentore di antico che dà l’idea di trascendere l’elegante semplicità delle soluzioni, senza però rinunciare a qualche sperimentazione, come la presenza di ritmi tribali e di melodie dal Medio Oriente, come nel caso dell’iniziale “Whispered In The Dark” o “…From Oblivion…”. Eppure non mancano i recuperi di vecchio materiale, a sottolineare il filo rosso che collega i Domain ai Pandemonium, si veda “Devilri”, brano ri-registrato proveniente dal demo del 1992. Purtroppo non posso esprimere lo stesso entusiasmo per il remix della già citata “Whispered In The Dark”: se la versione originale posta in apertura è uno dei picchi dell’album, la sua riproposizione piazzata in chiusura è francamente inutile, ma non di certo dannosa. La produzione poi fa un passo avanti deciso in confronto al disco precedente, optando per un suono definito che riesce nel tentativo di mettere in risalto l’impianto massivo evocato dalla musica.

La creatura di Paul Mazur possiede un’identità propria forgiata grazie agli anni passati sui palchi, ed è un dispiacere sapere che per tanto tempo questa parentesi dei Domain sia finita nel dimenticatoio, al di là del fatto che i Pandemonium sfornino tuttora dischi di valore. Ringraziamo di conseguenza la Old Temple per aver proceduto in questa operazione archeologica di recupero dei tre album usciti sotto il nome Domain, che in caso contrario sarebbero ancora vivi solo nella memoria di pochi fan incalliti.

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