DOMAIN — Gat Etemmi

Gruppo:Domain
Titolo:Gat Etemmi
Anno:2002
Ristampa:2019
Provenienza:Polonia
Etichetta:Old Temple
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TRACKLIST

    1. Asaku Marsuti
    2. The Seven Sibbiti
    3. Ningiszida
    4. The Ancient Ones Monstrous
    5. Gat Etemmi
    6. Anzu Storm
    7. Azag Rite
    8. Dingur Xul
    9. The Gate Of Pazuzu
    10. Summa Amelu Kasip
    11. Shub Nigurath Space Outside
    12. Yog Sothoth Dominion
DURATA:40:28

Gat Etemmi è l’album che va a chiudere la parabola dei Domain. Con il lavoro successivo The Zonei, i polacchi infatti recuperano il vecchio nome di Pandemonium, sotto il quale tuttora pubblicano dischi. Riassumendo quanto detto nella recensione del precedente …From Oblivion…, Paul Mazur è stato uno dei primi a portare il metal estremo in Polonia, consacrando la sua creatura come culto della scena, nonostante non abbia conosciuto la fama di altri connazionali; e qua il cambio di nome non deve avere di certo aiutato.

Uscito all’alba del nuovo millennio, giusto tre anni dopo …From Oblivion…, Gat Etemmi ne mantiene in pratica le stesse coordinate stilistiche, portandole però a un ulteriore sviluppo. Se l’album del 1999 mostrava già un miglioramento in termini di registrazione in confronto al predecessore, qua siamo testimoni di un ulteriore passo avanti: il suono si fa più definito, imponente, in modo da far risaltare la potenza delle composizioni ora più curate. La scaletta si rivela più solida, con brani di maggiore impatto e leggermente più variegata. Ci sono elementi nuovi come le voci femminili (“The Seven Sibbiti” e “Anzu Storm”) e qualche elemento più tipicamente black metal (“Summa Amelu Kasip”).

L’atmosfera mistica evocata dalle note dei Domain sembra provenire da abissi inesplorati, dove ci attende qualcosa che sta al di là della nostra immaginazione. Con il procedere di Gat Etemmi la band riesce con pochi riff, una manciata di ritmi brutali e una concezione del metal estremo piuttosto semplice a suonare remota, primordiale e profonda. Per quanto poco sia cambiato dai lavori precedenti, per quanto stiamo sempre parlando di musica accostabile a quella che ha reso celebri i primi dischi di Celtic Frost e Samael, fatta di pochi fronzoli e tempi medi, bisogna ammettere che i Domain hanno concluso il loro breve momento di esistenza in questa forma nel migliore dei modi.

Gat Etemmi è al contempo una conclusione e un punto di inizio che getta le basi per i lavori che usciranno negli anni successivi sotto il nome Pandemonium. Ancora una volta Old Temple ristampa un disco praticamente irreperibile, fornendo una buona occasione per avvicinarsi a un nome veramente interessante e poco conosciuto dell’underground polacco.

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