DOOMED – Wrath Monolith

 
Gruppo: Doomed
Titolo: Wrath Monolith
Anno: 2015
Provenienza: Germania
Etichetta: Solitude Productions
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TRACKLIST

  1. Paradoxon
  2. Our Ruin Silhouettes
  3. Euphoria's End
  4. The Triumph / Spit
  5. Looking Back
  6. I'm Climbing
DURATA: 50:44
 

Quarta uscita in appena un triennio di vita per la formazione guidata del polistrumentista Pierre Laube. I Doomed avanzano imperterriti, mostrando come a ogni nuovo tassello musicale corrisponda una minima, seppur significativa, crescita dell'impianto compositivo ed emotivo dei brani e questo "Wrath Monolith" non fa eccezione.

Ripartendo dalle solidi basi doom-death metal piantate con i lavori precedenti, l'album affronta il genere in maniera sferzante e aggressiva, appesantendosi ulteriormente e aumentando il carico delle sonorità dissonanti già in proprio possesso. Al tempo stesso però elargisce il dovuto spazio alle incursioni melodiche, che vanno a intarsiare, rifinire e avvolgere con uno strato malinconico il corso di episodi sempre più dotati di tratti caratteriali riconoscibili in un connubio di violenza, frustrazione e malinconia al quale c'è ben poco da recriminare.

In più di un'occasione si rimane pienamente soddisfatti della proposta ideata dall'artista tedesco, prendo a esempio il caso di "Our Ruin Silhouettes", nella quale emerge l'ottima divagazione solistica del fratello Yves Laube, ma canzoni come "Euphoria's End" o "Looking Back" non sono da meno: la prima impreziosita dal punto di vista tecnico da una struttura lievemente più complessa e dal sostegno vocale garantito da Stanislav Govorukha (Suffer Yourself); nellla seconda invece sono Johan Ericson (Doom:VS e Draconian) ed Ed Warby (Gorefest, Hail Of Bullets, 11th Hour, Ayreon ed ex Demiurg) a mettere a disposizione l'ugola. Non si riscontra la presenza di punti deboli né per ciò che compete la costruzione del riffing né per quanto riguarda la sezione ritmica, capace di adeguarsi in maniera repentina al mutamento umorale del suono: insomma la prova è riuscita.

Guardando la sezione grafica — ancora una volta stilisticamente e cromaticamente molto simile a quanto già rilasciato — e tenendo in considerazione la tradizione di affibbiare a un capitolo in scaletta il nome dell'album pubblicato nel recente passato, si potrebbe pensare che il doom-death della band non abbia poi veramente intrapreso una direzione differente, ma ciò invece è accaduto e viene esaltato da una prestazione che fa dei dettagli la propria forza. Se in futuro Laube trovasse la maniera di impiantarvi un'impalcatura atmosferica maggiormente languida e melancolica insieme a una dose maggiore di aperture melodiche, ne avrebbe un ritorno considerevole per quanto riguarda il fattore coinvolgimento, aspetto che sin dal debutto è comunque andato in costante crescendo.

I Doomed sono stati una realtà outsider, poi una promessa mantenuta e hanno infine rivendicato il ruolo di gruppo affidabile. Adesso pare puntino a divenire una formazione capofila dell'ultima generazione: riusciranno in tale intento? Glielo auguro, noi saremo comunque qui a seguirne i progressi e in attesa che ciò si realizzi (o meno) vi suggerisco di ascoltare e magari far vostro "Wrath Monolith".

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