DOOMRAISER – Mountains Of Madness

 
Gruppo: Doomraiser
Titolo: Mountains Of Madness
Anno: 2011
Provenienza: Italia
Etichetta: Bloodrock Records
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TRACKLIST

  1. Mountains Of Madness
  2. Phoenix
  3. Re-Connect
  4. Vampires Of The Sun
  5. Like A Ghost
DURATA: 46:18
 

Non avevo alcun dubbio sul valore dei nostri Doomraiser: la formazione in cui militano Nick "Cynar" Rossi e BJ Caminiti aveva già tolto qualsiasi incertezza confermando la gran prova d'apertura dei giochi "Lords Of Mercy", dandole come successore un "Erasing The Remembrance" praticamente perfetto. Cosa dovevo attendermi quindi da "Mountains Of Madness"? Speravo almeno avessero mantenuto quello standard altissimo, beh, sono riusciti a sorprendermi visto che per il sottoscritto hanno fatto anche meglio.

Cos'è quest'album? È la maturità definitiva, il colpo grosso (non pensate subito a Umberto Smaila e alla sua trasmissione hot), quel centro che li proietta nel gotha del panorama doom e chiunque non la pensi così vien da domandare cosa cazzo abbia ascoltato. È il convogliare l'esperienza di tutti questi anni nella scena, trasportare le influenze che li hanno fatti crescere all'interno di un suono che ha più appigli heavy, una forza emotiva devastante e una dose di drogaggio psichedelico ed evocativo da stordire un fottutissimo elefante.

Le danze prendono forma con "Mountains Of Madness", un brano sofferto, appesantito nella modalità doom, ma che improvviso e solerte si risveglia utilizzando la voce di Nick come tramite per esprimere nel migliore dei modi le sude doti. Gli succede "Phoenix" ed è magia, pura e semplice magia quella che come un guanto calza a pennello alla veste suadente che stordisce l'ascoltatore, trasportandolo all'interno di un circolo di sensazioni dal quale è praticamente impossibile scappare, rafforzato dall'ancoraggio che pianta la posizione, mentre l'hammond dell'ospite Francesco Bellani penetra nell'intelaiatura ipnotica, addensandola di atmosfere anni Settanta ed è come avere un orgasmo.

Che i Nostri sappiano anche rendersi le cose più semplici, sfruttando soluzioni particolarmente fruibili, non era da sottovalutare come eventualità possibile, tanto che "Re-Connect" casca proprio a fagiolo, usufrendo di una matrice stoner alternata a frequenze più basse e ammassanti un'aura sulfurea, sulle quali troviamo a mo' di spartiacque il ritornello di acchiappo. È l'ago della bilancia che tiene perfettamente in equilibrio le due parti di "Mountains Of Madness", dato che con "Vampires Of The Sun" il riffato diventa granitico, acquisendo anche tonalità più grevi ma facendo sì che il brano divenga tutt'altro che un semplice monolite nero; sono i cambi d'umore continui a valorizzarne il possente incedere. La chiusura del lavoro è affidata a "Like A Ghost" e al suo muoversi bi-dimensionale che porta con sé trip acidi, imponenti influssi d'oscurità e una sensazione dal gusto aspro acuita dalla cantilenante coralità di Marta Biancotti e Annarita Lombardi. Il viaggio è concluso? Di già: no, ripartiamo…

I Doomraiser sono in piena fase evolutiva, il modo di comporre e le prove strumentali sono sempre stati convincenti, ma adesso stiamo sul gradino che conduce all'eccellenza, che dopo due grandi album questo sia il primo di una serie di veri e propri capolavori? Glielo auguro vivamente, intanto c'è solo una cosa da fare: comprare immediatamente "Mountains Of Madness", perché «italians do it better» è un motto che possiamo usare in occasioni come queste, i Doomraiser se lo meritano, avanti così ragazzi!

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