DOOMSTER REICH – How High Fly The Vultures

Gruppo:Doomster Reich
Titolo:How High Fly The Vultures
Anno:2018
Provenienza:Polonia
Etichetta:Old Temple
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TRACKLIST

  1. For The Sick Devils
  2. Leah Sublime
  3. Midnight Of Madness
  4. Warhead [cover Venom])
  5. How High Fly The Vultures
DURATA:42:15

Anche se ci arriviamo con il nostro canonico ritardo, quattordici mesi sono bastati ai Doomster Reich per cacciare un nuovo album, il terzo, e ripresentarsi alla nostra porta. Visto il lasso di tempo così breve a separare i due lavori è abbastanza scontato dire che How High Fly The Vultures non offre chissà quali spunti di novità rispetto a Drug Magick, nel bene come nel male.

Il quintetto di Łódź sceglie la filosofia più semplice: quando sai fare bene una cosa, continua a farla, e se quindi decide di non prendersi nessun rischio, riesce allo stesso tempo a imbastire quattro nuovi brani (più una cover dei Venom) in salsa stoner-sludge a tinte psichedelicissime. E via di torrenti di riffoni pachidermici ed effetti di tastiera usciti dalle colonne sonore horror anni ‘70, di brani da otto o nove minuti di media e di grugniti. Una formula che fa incontrare a mezza via gli Acid Witch, gli Electric Wizard e gli Oranssi Pazuzu che si sono stufati del black metal, e continua imperterrita lungo la sua strada; una colata di melma e putrefazione le cui esalazioni inducono una percezione alterata.

Il nuovo album dei polacchi propone gli spunti più interessanti nei testi: l’apertura “For The Sick Devils” è infatti una libera interpretazione di una poesia di Stanislaw Ignacy “Witkacy” Witkiewicz, poeta polacco del primo Novecento che dopo aver abbandonato il proprio Paese durante l’occupazione tedesca si tolse la vita, appena poche settimane più tardi, una volta appreso dell’invasione sovietica. Ancora, “Leah Sublime” è invece una trasposizione in musica di un testo di Aleister Crowley. Considerando che il penultimo brano è una cover dei Venom, si capisce che i Doomster Reich non hanno scritto granché dei testi di questo album, e probabilmente è stata un’ottima soluzione, visto che invece i versi della title-track sono piuttosto banalotti e non rendono giustizia ai suoi riffoni.

A conti fatti, How High Fly The Vultures è un album onesto, sicuramente per completisti, ma concreto e senza fronzoli. Un piacevole diversivo allucinogeno per regalarsi un attimo di fuga dalla quotidianità.

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