DOPETHRONE – Dark Foil

 
Gruppo: Dopethrone
Titolo: Dark Foil
Anno: 2011
Provenienza: Canada
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Dark Foil
  2. Tap Runner
  3. Porcelain God
  4. Ain't No Sunshine
  5. Zombi Powder
  6. Cosecha De Sangre
DURATA: 43:53
 

Un qualsiasi ascoltatore e conoscitore delle basi del mondo doom cosa si può attendere da una formazione che ha per nome Dopethrone? È palese, quanto istantaneo, il rimando a uno dei capolavori targati Electric Wizard, è un biglietto da visita che tranne una sorpresa inaspettata, e non pervenuta, condurrà alle nostre orecchie del doom-stoner possente, profondo e in questo specifico caso palesemente coinvolto in un processo sludge che dona quel tocco di abissale alle tracce.

I ragazzi canadesi con "Dark Foil", rilasciato a due anni di distanza dal debutto "Demonsmoke", ci offrono una seconda produzione solida, fortemente ancorata ai canoni più classici dello stile, tanto che citare le band che ne influenzano il suono è tempo sprecato. Sono infatti evidenti e palesate dalle scelte compositive, sia per ciò che concerne la creazione dei riff che quello competente l'impianto ambientale, con l'unica differenza sostanziale risiedente dietro il microfono. La prestazione del chitarrista-cantante Vincent, rispetto a quelle utilizzate dai fan del classico filone sabbathiano quanto da coloro che preferiscono il settore più estremo, risulta essere più raschiata e strozzata, preferendo poggiarsi sui brani con linee brevi e acide tese a sfruttarne tali doti.

Un disco come "Dark Foil" si descrive da solo durante l'ascolto, il déjà vu è di casa, eppure la sua struttura, in certi casi neanche poi tanto complessa, si eleva grazie ad assoli incasellati nel luogo più opportuno e a una pioggia fangosa che attecchisce nel terreno formando pozze in cui affondare la propria rabbia, dimostrando di possedere le argomentazioni capaci di solleticare graditamente il lato l'emotivo del doomster incallito. Vi riesca poi a colpire dritto al cuore con "Dark Foil", "Tap Runner", la lunga e tortuosa "Zombi Powder" o la conclusiva "Cosecha De Sangre" poco importa, il danno (positivo) è ormai stato fatto e non si può rimediare.

I Dopethrone si rendono la vita facile, sfruttano le armi più conosciute dello stile per mantenere ancora una volta viva e ardente quella tela nera che le uscite doom tessono, disfano e ritessono più fitta di prima, mantenendo con costanza e dedizione il livello qualitativo del genere una spanna e più in alto rispetto ad altri. Sono l'ennesimo pasto che un appassionato non può lasciar andare a male e che va consumato di gusto.

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