DRACONIAN – Where Lovers Mourn

Gruppo:Draconian
Titolo:Where Lovers Mourn
Anno:2003
Provenienza:Svezia
Etichetta:Napalm Records
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TRACKLIST

  1. The Cry Of Silence
  2. Silent Winter
  3. A Slumber Did My Spirit Seal
  4. The Solitude
  5. Reversio Ad Secessum
  6. The Amaranth
  7. Akherousia
  8. It Grieves My Heart
DURATA:52:49

Le sorprese arrivano quando meno te le aspetti, altrimenti che senso avrebbe chiamarle sorprese? Il 2003 fu l’anno del debutto su lunga distanza per gli svedesi Draconian, la formazione di Johan Ericson (Doom:VS) e Anders Jacobsson, pur essendo attivi sin dagli anni Novanta. Fino a quel momento si erano limitati a produrre demo (ben cinque, fra il 1996 e il 2002), compiendo poi il grande passo con il rilascio di Where Lovers Mourn. Fu amore al primo ascolto.

Figlio innegabile di essenza albionica, tanto che il nome della band non può che far pensare ai Paradise Lost, le cui sonorità vengono riprese insieme a quelle dei My Dying Bride, ed erede dell’aura gotica che mi aveva fatto amare i Tristania con Vibeke Stene dietro al microfono, Where Lovers Mourn non stravolse né reinventò il genere. Al contrario propose con naturalezza una capacità empatica immensa, connessa con eleganza e istintività decisamente al di sopra della media. E così mi fu consegnato il grigiore che desideravo da tempo, ma che faticavo a ritrovare in una scena insozzata da chitarroni power, voci liriche (spesso frantuma-maroni) e avvenenza della cantante di turno, spacciando per gotico qualcosa che non vi era neanche lontanamente accostabile.

Divenne così un’abitudine affossare i pensieri nell’atmosfera romantica e crepuscolare di un lavoro che avvolgeva l’animo con uno strato di raffinata solitudine, dando il meglio di sé nei momenti in cui decidevo di annullare tutto ciò che mi stava intorno, isolandomi e lasciandomi raggiungere unicamente dalle sue note. Le melodie mi cullavano, mentre l’alternanza del cantato in growl — acerbo ma sentito — di Jacobsson con quello angelico e accattivante della bravissima Lisa Johansson (a tutt’oggi una delle mie preferite nel ruolo di beauty) mi irretiva.

Si potrebbe rimanere incantati, dall’inizio alla fine, dal vero e proprio inno della band “The Cry Of Silence”, da “A Slumber Did My Spirit Seal” (il cui testo è una composizione del fondatore del movimento romantico e naturalista britannico William Wordsworth), “The Amaranth” (ciò che il gothic-doom dovrebbe essere) e dallo spirito crepuscolare di “It Grieves Of My Heart”, che conclude un’opera immancabile.

Certamente sono di parte, tuttavia dopo aver permesso alla musica di Where Lovers Mourn di assistervi, molto probabilmente anche voi adorerete i Draconian. D’altro canto non siamo di fronte a un disco privo di difetti, ma i pochi riscontrabili non incidono in maniera importante sulla meravigliosa prestazione del gruppo. Where Lovers Mourn è una perla immancabile.

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