DRAGHKAR – At The Crossroads Of Infinity – Aristocrazia Webzine

DRAGHKAR – At The Crossroads Of Infinity

Gruppo: Draghkar
Titolo: At The Crossroads Of Infinity
Anno: 2020
Provenienza: U.S.A
Etichetta: Unspeakable Axe Records
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TRACKLIST

  1. The First Death
  2. Beyond Despair, The Dawn Of Rebirth
  3. An Erosion Of The Eternal Soul
  4. Seeking Oblivion
  5. Pursued By Black Forms
  6. At the Crossroads of Infinity
DURATA: 34:40

Attivi sin dal 2016 nel sottobosco losangelino, i Draghkar citano tra le loro influenze una miriade di gruppi, passando con nonchalance dai Fates Warning ai Varathron fino ai Morbid Angel: inutile dire che la mia reazione nel leggere un accostamento di nomi così differenti tra loro è stata quella di diffidenza e timore di trovarmi di fronte a un minestrone di differenti stili mescolati senza criterio e meno digeribile di una peperonata alle nove del mattino.

Con mio immenso piacere devo ammettere di essermi sbagliato: sin dal primo ascolto At The Crossroads Of Infinity è stato capace di intrattenermi e sorprendermi dall’inizio alla fine. Benché i Draghkar vantino un ventaglio di influenze vastissimo, che spazia dall’heavy metal di stampo epico dei Manilla Road al death metal dei Demigod, fino al black metal ellenico, sono riusciti a compattare il tutto in sei composizioni incredibilmente concise e coerenti al loro interno e nel loro insieme. Tutto ciò porta l’ascoltatore a identificare, sin da subito, un vero e proprio Draghkar sound che consiste in una base di death metal arricchita da chitarre soliste di stampo heavy metal ottantiano e dalle atmosfere incredibilmente vicine a quelle del black metal greco dei primi Varathron e Rotting Christ. La produzione è perfettamente in linea con la proposta musicale dei losangelini: le frequenze basse la fanno da padrone, i riverberi sono onnipresenti e danno al suono un carattere cavernoso; ciononostante, ogni strumento è perfettamente udibile e riconoscibile.

At The Crossroads Of Infinity racconta la storia di un’anima dannata che si reincarna, morte dopo morte, in un corpo diverso, subendo eternamente il ciclo vitale umano in una sorta di limbo dal quale l’unica via di uscita sarebbe l’ultima dipartita, quella definitiva e tanto bramata. I sei pezzi che costituiscono l’album hanno una durata media di cinque minuti: si parte con l’opening “The First Death”, a mio parere la migliore traccia dell’album, per passare all’alternarsi tra momenti death metal e riff che sembrano scaturire dal plettro di Jim Matheos nel periodo Awaken The Guardian in “Beyond Despair, The Dawn Of Rebirth”, sino a momenti più doom come l’introduzione di “An Erosion Of The Eternal Soul” e ai cori liturgici di “Seeking Oblivion”, per poi terminare nella monumentale title track.

At The Crossroads Of Infinity è la prova di quanto ancora si possa inventare e innovare, pur restando in territorio old school: per quanto le influenze che lo caratterizzano non vadano oltre il 1993 e il sound segua questa linea temporale, il quartetto di Los Angeles è stato capace di creare un sound personalissimo e che sicuramente sarà apprezzato dagli amanti delle sonorità death metal tradizionali che cercano qualcosa di nuovo in un panorama sempre più saturo di band troppo simili tra loro.