DRAGOBRATH – WhisperHerbs

 
Gruppo: Dragobrath
Titolo:  Whisperherbs
Anno: 2011
Provenienza: Ucraina
Etichetta: Murderous Productions
Contatti: Sito Ufficiale
 
TRACKLIST

  1. Night Is Crawling And Gulps Herbal Milk
  2. Cover The Earth With A Rainkisses
  3. Whisperherbs
  4. Heather Strongholds
  5. Along The Boundless Elbowroom Of Fields
  6. Celestial Glass Beads
DURATA: 53:57
 

Tramite Murderous Productions, etichetta ceca, ricevo questa coproduzione con Eastside, etichetta polacca: un disco dello scorso anno, di una band ucraina. L'act Dragobrath, da Lviv, cittadina poco distante dal confine polacco, è fondamentalmente una one man band che deve la propria concezione a Synevir, all'anagrafe Julian Mystyk, aka St. Julius, aka Viterzgir, prolifero polistrumentista attivo in svariati gruppi più o meno noti della scena ucraina (Capitollium, Kroda e Leadhaze tra gli altri), in passato avvalsosi di un collaboratore dietro al microfono, e per questa occasione unico e solo uomo alle spalle del processo creativo e strumentistico.

"WhisperHerbs" si presenta infatti come un testamento, un ultimo lascito di un progetto che, alla pubblicazione del quarto album, raggiunge un livello di completezza, a tutto tondo, in cui Synevir ha incanalato tutte le sue ispirazioni in qualche modo collegate all'idea Dragobrath, per poi chiudere un capitolo ed iniziarne un altro (oggi il musicista si trova impegnato nel solo progetto Viter).Queste le premesse, "WhisperHerbs" è un disco molto malinconico, dalle composizioni lunghe (parliamo di brani dagli otto minuti e rotti in su), cadenzate e spesso volutamente ripetitive, che in certi momenti rimanda pesantemente all'operato della "solita" scena attuale americana del nordovest, salvo poi ricordare e ribadire le proprie origini slave, grazie soprattutto al violino dell'ospite Anna Vasylchenko (fondatrice della folk band Kings & Beggars) e al cantato in lingua madre.

Per quanto l'album possa soffrire di un certo suo essere prolisso, sono interessanti gli escamotage di Synevir per non far calare la tensione dopo diversi minuti di riff: alla chitarra, colonna portante, vengono aggiunti man mano particolari e dettagli che via via stratificano il suono, fino a dare un affresco completo. Riverberi, tastiere, lievi sovraincisioni, rumori d'ambiente, addirittura uno xilofono ("Heather Strongholds"), molteplici sono le aggiunte che permettono ai brani di non scadere mai nella noia, anzi di affermarsi con personalità nonostante, di nuovo, la durata particolarmente importante.Elemento che invece trova poco spazio all'interno del platter è la voce, mai davvero presente né protagonista, un po' probabilmente per i già citati rimandi alla scuola nordamericana, in altra misura forse per il poco agio del Nostro allo scream (in verità più che piacevole).

Per quanto concerne l'aspetto lirico della faccenda, non ci è dato sapere di cosa parlino i brani di "WhisperHerbs" nei loro, pur pochi, versi: online non c'è traccia dei testi, mentre il booklet è interamente occupato da belle fotografie di campi e prati e arbusti mossi dal vento, coerentemente con il titolo.Tra queste, c'è poi un'interessante immagine di rane che piovono da un cielo plumbeo, su una verde radura, il cui significato mi è ignoto (al di là del citazionismo cinematografico di "Magnolia", che mi sembra tuttavia ben distante dal disco in questione).

Un album che parla di natura, che unisce la tradizione dell'est alle soluzioni chitarristiche del nordovest, amalgamando il tutto con trovate se non particolari, sicuramente piacevoli. Speriamo di sentir di nuovo parlare delle opere del signor Mystyk al più presto.

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