DRAGONIA – Blood Will And Soul

DRAGONIA – Blood Will And Soul

Informazioni
Gruppo:Dragonia
Anno:2009
Etichetta:Private
Autore:Mourning

Tracklist:
1. My Blood
2. Gods Wish You to Die
3. Days of Sorrow
4. Rise Far Away
5. Crying Hero (Winds of Madness)
6. Hate
7. Dragonia (remixed version)
8. Forever Night
9. Ti Ucciderò
10. Rainbow of Feelings

DURATA: 52:58

DRAGONIA - Blood Will And Soul La band toscana dei Dragonia, seppur arrivi solo nell’anno passato a un vero e proprio debutto, è attiva ufficialmente dal 1996.
Per quanto la musica composta ed eseguita dal combo sia relegabile all’ambito classicamente heavy si rilevano varie sfumature che l’arrichiscono facendo sì che venature prog e passaggi al limite con l’epic/death (definizione che qualsiasi fruitore del death detesta come minimo) risultino parte d’essa.

Ci troviamo dinanzi una formazione preparata e che ben si destreggia con partiture anche complesse ma mai prolisse o fini al solo compito di vanesia esibizione.
Fa la differenza la prova del cantante/chitarrista Massimo Menichetti, sfrutta l’ugola a dovere non forzandola inutilmente ma quando decide di spingere riesce a toccar picchi considerevoli, pregevole del resto è anche l’apporto chitarristico fornito ai brani esprimendosi al meglio nelle fasi solistiche tendendo invece a esser poco fluido nella ritmica.
L’altro componente che alza di livello la prestazione è il tastierista Lorenzo Coppola, un lavoro di synth presente che ha insiti al suo interno deja vù chiari ma che d’altro canto consolida e dona profondità alla musica ampliandone l’atmosfericità.
Brani come il trittico apripista sparato e melodicamente azzeccato o “Ti Ucciderò” sono di sicuro piglio e resa anche in sede live, quest’ultima con la scelta del cantato in lingua madre potrebbe anche esser sfruttata come hit, stesso discorso accennato per gli Ibridoma con la loro “Ibrido”.
Ci sono ancora una “Rise Far Away” e “Rainbow Of Feelings” a regalare emozioni uscendo leggermente dal canonico schema che sembra impostato per la totalità del platter, dove trame prog intinte di passaggi heavy massicci s’intrecciano senza però esser costanti nel valore tanto da non dare alle altre tracce nulla che infonda voglia di rimetterle su.
L’unica cosa che mi fa storcere realmente il naso è la cover del lavoro brutta davvero sia per scelta di colore che forma.
Un lavoro quindi dalle due facce, se da una parte si nota l’esperienza e la perizia nell’esecuzione, dall’altra abbiamo una carenza di spontaneità e personalità causata dal legame troppo fitto con act di lungo corso.
E’ pur sempre un debut, piacerà a chi segue il filone heavy/prog e un ascolto lo merita ma in futuro partendo da queste basi dovranno trovare una strada che non sia stata così tanto battuta per venir fuori da un calderone che troppo spesso inghiotte formazioni meritanti miglior sorte.

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