DRAKHIAN – High Zephyr Point

DRAKHIAN – High Zephyr Point

 
Gruppo: Drakhian
Titolo:  High Zephyr Point
Anno: 2011
Provenienza:  Francia
Etichetta: Eisiger Mond Productions
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TRACKLIST

  1. Eternal Flame
  2. Hour Of Regrets
  3. The Awaken Dream
  4. Sealed In A Winter Kiss
  5. Shadow Empire
  6. Splendor Of The Night
  7. Moonrise Waltz
  8. Fierce As The Wind
  9. Wicked Past
  10. A New Sun Is Rising
DURATA: 50:15
 

Il nome Drakhian nasconde in realtà un solo personaggio della scena metal francese peraltro molto noto, Griffar infatti ai più sarà conosciuto nelle vesti di chitarrista degli storici Loudblast, una delle band simbolo della scena transalpina.

Con questo suo progetto solista ha da poco rilasciato il primo album intitolato "High Zephyr Point", i dettami stilistici su cui pone le basi sono quelli legati al filone melodico del black, non ci sono stravolgimenti particolari, un disco composto con criterio, velocità mai troppo elevate, discreti cambi di tempo e un'alternanza fra melodie avvolgenti e schitarrate taglienti che hanno in sè la pecca unica di erigere tassello dopo tassello un muro sonoro alquanto solido ma contemporaneamente dalle qualità livellate. È difficile scegliere quale sia il brano principe di un disco in cui i difetti di una canzone diventano i pregi in ciò che le viene a seguito vuoi per un richiamo netto alla scena scandinava o per una marcatura armonica indovinata.

La prova insita in "High Zephyr Point" per quanto concerne le formalità è quindi inattaccabile, arricchita da un buon carico atmosferico e da una produzione più che soddisfacente con il retrogusto struggente e intenso del riffato, la violenza espressiva di alcuni fraseggi e le inserzioni che divagano in territori di stampo death metal che altro non fanno se non rendere ancor più piacevole e scorrevole il suo ascolto. Potrete poi scegliere fra una "The Awaken Dream", "Splendor Of The Night", "Eternal Flame" e "Wicked Past", solo per citarne alcune, e decidere quale canzone voi riteniate la vostra preferita.

Fatto sta che il lavoro offerto da Griffar è in tutto e per tutto al di sopra di una sufficienza simbolica e spesso regalata ingiustamente, l'ispirazione non manca e i margini di miglioramento potrebbero esser notevoli, non resterà quindi che attendere un secondo album che confermi la bontà della proposta, nell'attesa godetevi "High Zephyr Point".

 

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