DRAUGURINN – Myrkraverk

 
Gruppo: Draugurinn
Titolo:  Myrkraverk
Anno: 2011
Provenienza:  Svezia
Etichetta: Le Crépuscule Du Soir Productions
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TRACKLIST

  1. Móðir Ringulreiðarinnar
  2. Urðarmáni
  3. Andsetin
  4. Þurizas
  5. Nornaskapur
  6. Kvæði Uruzar
DURATA: 57:29
 

Nel mondo della musica di personaggi che si son guadagnati il rispetto del sottoscritto tramite le opere create ce ne son tanti, troppi, ultima, ma solo non in ordine di tempo, è una ragazza svedese conosciuta come Dìsa. La musicista, mente dei Turdus Merula ed attiva nei Korpblod e Murmurs, è un'artista particolare, piuttosto introspettiva e della quale ero all'oscuro avesse un progetto di stampo dark ambient: Draugurinn.

Tale sfogo compositivo ha sinora partorito due album: il debutto "Dauðadá", purtroppo non in mio possesso, e questo "Myrkraverk". Per andare dritti al nocciolo della questione, immaginate di incrociare nuovamente le Aghast di Nebelhexë e Nachthexe la cui produzione si limita alla sola e fenomenale uscita "Hexerei Im Zwielichet Der Finsternis". Le similarità fra i due progetti risiedono nella maniera con la quale Dìsa approccia le sonorità del genere, è spettrale, lugubre e disseminato di declami rituali il tragitto d'oblio nel mondo delle ombre raffigurato dalla svedese.

Una linearità apparente domina le composizioni, sono le sfumature talmente minute da risultare a un ascolto disattento inesistenti a far la differenza: un semplice rintocco di tamburo in più, l'inaspettato infrangersi della voce contro il nulla o il sovrapporsi delle chitarre cantilenanti, pronte a intonare una litania spirituale colma di fascino, abili poi nel disperdersi nell'infinito espandersi di un ambiente tetro e difficilmete quantificabile per dimensione. Ci si muove quindi rantolanti nel buio di una stanza o confusi e guardinghi attraverso una palude di pensieri ormai passati?

"Myrkraverk" è un album notturno, è pace che si tinge di morte, un processo che con apatia avvolge e coinvolge l'ignaro ascoltatore sino a trascinarlo internamente nei suoi meandri, lì dove la tranquillità è un sentimento incontaminato affine, se non aderente, al concetto di estrema solitudine.

Una proposta fuori dalla portata di molti e non per questione di mancanza di voglia, passione o conoscenze, è una prova che fa dell'empatia su lungo corso una qualità fondamentale, necessita di essere sviscerata e rivoltata, di venir apprezzata con calma e dedizione cercando quindi il contatto in primis con i fruitori abituali di tali scenari. Chiunque volesse avventurarsi nell'ascolto di questo lavoro, se non avvezzo a queste escursioni sonore, potrebbe tendere inizialmente alla noia e mollare, il mio consiglio è dunque quello di applicarvi e concedergli spazio in modo da permettergli di trasmettere il più possibile, ognuno raccoglierà poi ciò che lo scambio di favore e tempo avrà restituito. Per agli amanti del dark-ambient l'acquisto è assolutamente da fare.

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